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Mostre
Evento
- Titolo:
- La Conquista della Modernità - Sèvres, 1920/2008
- Quando:
- 12.12.2008 - 08.03.2009
- Dove:
- Musei Capitolini - Roma
- Categoria:
- Mostre
Descrizione
Per la prima volta nella loro storia, i Musei Capitolini sono teatro di un inedito dialogo storico, formale ed estetico tra le collezioni permanenti e la creazione contemporanea, tra porcellane e disegni provenienti dalla Manifattura nazionale di Sèvres.
Grazie ad un’iniziativa del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, oltre un centinaio di opere, tra porcellane e disegni provenienti dalla Manifattura nazionale di Sèvres offriranno un panorama della creatività del XX e del XXI secolo di una delle più celebri manifatture europee. E i Musei Capitolini saranno teatro di un inedito dialogo storico, formale ed estetico tra le collezioni permanenti e la creazione contemporanea.
Dall’Art Dèco alla produzione più recente, da Jaques-Emile Ruhlmann a Louise Bourgeois, da Alexander Calder, a Serge Poliakoff, Pierre Alechinski, Richard Peduzzi, da Arman a Fabrice Hyber e Anne e Patrick Poirier, questa mostra vuole presentare la varietà della creazione a Sèvres tra la tradizione delle tecniche di produzione della porcellana risalenti alla fine del XVIII secolo e la modernità delle forme e delle decorazioni immaginate dagli artisti invitati a creare per Sèvres.
Dopo la mostra L’utile e l’incantevole ai Musei Capitolini, nel 2000, che presentava le opere della Manifattura del XIX secolo, l’esposizione attuale ci fa scoprire l’importanza che Sèvres riserva alla creatività contemporanea in tutte le sue forme. Opere d’arte spesso uniche, talvolta inedite, sono realizzate tanto da artisti di fama internazionale che da giovani per i quali questa esperienza è una tappa importante del loro percorso professionale: il canapè di porcellana La Bocca di Bertrand Lavier, una assoluta prodezza tecnica, progettato per il Louvre, la sensuale scultura Odore di Femmina de Sèvres di Johan Creten, l’eccezionale vaso di Pierre Soulages commissionalto dalla Presidenza della Repubblica Francese, gli oggetti curiosi di Céline Cléron, il Dragon dans les nuages di Clémence Van Lunen, o, ancora la sorprendente installazione di 60 rose in biscuit di porcellana profumata, create in occasione dell’anniversario dei 250 anni della Manifattura nella sua attuale sede.
Un omaggio particolare è tributato al designer italiano Ettore Sottsass, recentemente scomparso, che ha creato forme tra le più innovative della collezione di Sèvres, mai presentate in Italia.
Dal 20 marzo al 7 giugno 2009, la mostra sarà presentata al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza.
Il catalogo bilingue italiano - francese, Editions Courtes et Longues, Parigi, offre testi di specialisti francesi e italiani sulla produzione ceramica del XX secolo, accompagnati da un ricco apparato iconografico.
Éditions Courtes et Longues
Sede
- Sede:
- Musei Capitolini - Sito web
- Via:
- Piazza del Campidoglio 1
- Cap:
- 00186
- Città:
- Roma
- Provincia:
- RM
- Paese:
-
Descrizione
Il papa Sisto IV donando solennemente al Popolo Romano nel 1471 alcune antiche statue in bronzo già conservate al Laterano (la Lupa, lo Spinario, il Camillo e la testa colossale di Costantino, con il globo e la mano) costituì il primo nucleo dei Musei Capitolini.
La restituzione alla città delle vestigia della sua passata grandezza acquistava un più alto valore simbolico per la loro collocazione sul Campidoglio, centro della vita religiosa della Roma antica e sede delle magistrature civili cittadine a partire dal medioevo, dopo un lungo periodo di abbandono.
Le sculture furono in un primo tempo sistemate sulla facciata esterna e nel cortile del Palazzo dei Conservatori ed in breve il nucleo originario fu arricchito da successive acquisizioni di reperti provenienti dagli scavi urbani e strettamente collegati con la storia della Roma antica.
Alla metà del XVI secolo erano state collocate in Campidoglio, significative opere di scultura (tra le altre la statua di Ercole in bronzo dorato dal Foro Boario, i frammenti marmorei dell'acrolito di Costantino dalla Basilica di Massenzio, i tre pannelli a rilievo con le imprese di Marco Aurelio, il cd. Bruto Capitolino) ed importanti iscrizioni (tra cui i Fasti Capitolini, rinvenuti nel Foro Romano).
Le due colossali statue del Tevere e del Nilo, attualmente all'esterno del Palazzo Senatorio, furono trasferite negli stessi anni dal Quirinale, mentre la statua equestre di Marco Aurelio fu portata dal Laterano nel 1538 per volere del papa Paolo III.
La fisionomia della raccolta fu modificata nella seconda metà del '500, con l'ingresso nelle collezioni capitoline di un imponente gruppo di sculture, in seguito alla decisione del papa Pio V di liberare il Vaticano dalle immagini "pagane": le collezioni furono incrementate con significative testimonianze artistiche e all'impostazione storica fino ad allora prevalente si affiancò quella più squisitamente estetica delle nuove acquisizioni.
Con la costruzione del Palazzo Nuovo sull'altro lato della piazza fu possibile dal 1654 sistemare in maniera più adeguata la grande quantità di opere che si era accumulata nel Palazzo dei Conservatori, collocandone una parte nell'edificio appena costruito.
Il Museo Capitolino fu però aperto al pubblico solo nel secolo successivo, in seguito all'acquisizione della collezione di statue e ritratti del cardinale Albani ad opera del papa Clemente XII, che lo inaugurò nel 1734.
Benedetto XIV (che vi collocò anche i frammenti della Forma Urbis severiana, la grande pianta marmorea di Roma antica) fondò pochi decenni più tardi, alla metà del XVIII secolo, la Pinacoteca Capitolina, dove confluirono due importanti collezioni private, la Sacchetti e la Pio.
Un notevole accrescimento delle raccolte ebbe luogo alla fine dell'Ottocento, dopo la designazione di Roma come capitale dell'Italia unificata nel 1870, in occasione degli sterri per la costruzione di nuovi quartieri.
Per la grandissima quantità di materiali provenienti dagli scavi furono allestite nuove sezioni di esposizione nel Palazzo dei Conservatori e venne contemporaneamente realizzato sul Celio il Magazzino Archeologico Comunale, in seguito denominato Antiquarium.
Alcune sculture trovarono posto in un padiglione a pianta ottagonale, la "Sala Ottagona", appositamente costruito nel giardino interno al primo piano del Palazzo dei Conservatori.
Anche in questo periodo ebbero luogo cospicue donazioni, dovute alla munificenza di collezionisti privati, tra le quali vanno ricordate la Collezione Castellani di vasi antichi e la Collezione Cini di porcellane.
Il Medagliere Capitolino fu costituito negli stessi anni, con l'acquisizione di importanti collezioni private e con i reperti numismatici provenienti dagli scavi urbani.
Un nuovo allestimento delle collezioni fu realizzato da Rodolfo Lanciani agli inizi del 1900, seguito da una più radicale risistemazione nel 1925, quando nel Palazzo Caffarelli, appena acquisito, fu istituito il Museo Mussolini (poi Museo Nuovo) dove furono trasferite le opere di scultura conservate nell'Antiquarium al Celio, che da allora fu destinato soprattutto alle cosiddette "arti minori".
Nel 1952 fu ricavato in un'ala del Palazzo dei Conservatori un nuovo settore di esposizione, denominato Braccio Nuovo.
Nel 1957, in occasione del III Congresso Internazionale di Epigrafia Greca e Latina, venne inaugurata la nuova Galleria Lapidaria dei Musei Capitolini nella Galleria di Congiunzione, realizzata negli anni 1939-41 per il collegamento dei palazzi capitolini; vi furono sistemate circa 1400 iscrizioni antiche, latine e greche, provenienti in parte dalle sale dell'Antiquarium Comunale sul Celio, in parte dagli stessi Musei Capitolini.
Gravi problemi di infiltrazioni d'acqua e di umidità hanno poi costretto nel corso del tempo a chiudere al pubblico la Galleria Lapidaria; anche le sale del Museo Nuovo e del Braccio Nuovo del Palazzo dei Conservatori sono state successivamente escluse dal percorso museale.
Nel 1997, per liberare gli ambienti interessati dai lavori di ristrutturazione, le sculture esposte nel Museo del Palazzo dei Conservatori, nel Museo Nuovo e nel Braccio Nuovo sono state in gran parte temporaneamente trasferite nel suggestivo spazio espositivo ricavato nell'ex centrale elettrica dell'Acea sulla via Ostiense, la Centrale Montemartini.
Al centro di tale programma di valorizzazione delle straordinarie valenze storiche, architettoniche ed artistiche del colle capitolino, pur nel rispetto dell'antica funzione di sede della rappresentanza politica della città, è l'ampliamento e la risistemazione degli spazi destinati al complesso museale.
Il progetto di ristrutturazione, affidato agli studi Dardi ed Einaudi e per il Giardino Romano all'architetto Carlo Aymonino, ha avuto come fine la creazione di un percorso museale molto articolato, che affianca l'acquisizione di nuovi spazi espositivi alla riorganizzazione di alcuni settori del museo e alla riapertura con nuovi allestimenti delle sezioni chiuse.
Il percorso espositivo è stato notevolmente esteso con l'apertura al pubblico del Tabularium, collegato agli altri edifici attraverso la Galleria di Congiunzione, la risistemazione del Palazzo Caffarelli e l'acquisizione del Palazzo Clementino, già sede di uffici.
Il percorso museale è stato arricchito da nuove sezioni: il Medagliere Capitolino nel Palazzo Clementino e la Galleria Lapidaria nella Galleria di Congiunzione.
Ulteriori interventi riguardano la trasformazione del Giardino Romano in grande aula vetrata e il riallestimento della Collezione Castellani, delle sale degli Horti romani e della sezione dedicata al tempio di Giove Capitolino.
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