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Home | Eventi | Mostre | Dettagli - "In quelle trine morbide". Merletti dell'Ottocento dalla Collezione Arnaldo Caprai

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Mostre

Evento 

Titolo:
"In quelle trine morbide". Merletti dell'Ottocento dalla Collezione Arnaldo Caprai
Quando:
13.12.2008 - 29.03.2009
Dove:
Museo Napoleonico - Roma - Roma
Categoria:
Mostre

Descrizione

Una selezione di merletti provenienti dalla collezione Arnaldo Caprai di Foligno, considerata una delle più importanti raccolte tessili europee private.

Frutto di una sapiente politica d’acquisti perseguita con passione lungo un arco di cinquant’anni, la collezione Arnaldo Caprai è costituita da circa 4.500 merletti prodotti tra il XVI e il XIX secolo e racchiude la più ampia rassegna di questa tipologia di prodotto artistico presente in un’unica collezione. La ricchezza delle varietà delle tecniche esecutive e la presenza di manufatti per gli usi più diversi come bordure, colletti, fichu, cappe, mantiglie, ventagli, ombrellini, cuffie, fazzoletti, rendono questa collezione unica nel suo genere.

L’esposizione offre una panoramica delle diverse manifatture europee di merletti e della loro diversificata ed elegante produzione in un arco di tempo che copre tutto l’800.
Per l’occasione sarà presentata la piccola ma preziosa collezione di merletti conservata al Museo Napoleonico, il cui nucleo più omogeneo è costituito da un gruppo di venti dentelles appartenuti a Eugenia, moglie di Napoleone III. Tra i pezzi più rilevanti la preziosa mantiglia di pizzo nero donata all’ex imperatrice nel 1876 in occasione di un suo viaggio in Spagna.

Il secolo d’oro del merletto fu senza dubbio il Seicento; nel secolo successivo Maria Antonietta, alla quale Eugenia si ispirerà per riportare la Francia ai fasti dell’ancien régime, aveva determinato con la sua passione per le trine, un cambiamento sostanziale nella moda del suo tempo, adottando stoffe leggere e di colore chiaro. Dopo la tempesta rivoluzionaria che vide un “rifiuto” del merletto considerato troppo aristocratico, Napoleone rilancerà la manifattura dei merletti attraverso generosi finanziamenti statali, rendendo obbligatorio l’uso di accessori trinati nell’abbigliamento di corte. Da questo momento in poi regine, imperatrici, principesse orneranno i loro abiti e quelli dei loro figli con morbide trine soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento quando due sovrane, l’imperatrice Eugenia e la regina Vittoria, riporteranno all’antico, lussuoso splendore il merletto.

Oggi, in epoca di mutabilità della moda, la Collezione Caprai al Museo Napoleonico ci regala suggestioni che guardano al passato ma potrebbero anche accompagnarci nel futuro.

Sede

Mappa
Sede:
Museo Napoleonico - Roma   -   Sito web
Via:
Piazza di Ponte Umberto I, 1
Cap:
00186
Città:
Roma
Provincia:
RM
Paese:
Paese: it

Descrizione

Nel 1927 il conte Giuseppe Primoli (1851-1927), figlio del conte Pietro Primoli e della principessa Carlotta Bonaparte, donò alla città di Roma la sua importante collezione di opere d’arte, cimeli napoleonici, memorie familiari, racchiusa nelle sale del pianterreno del suo palazzo. La collezione, in cui era confluita in parte quella del fratello Luigi (1858-1925), nacque non tanto dal desiderio di offrire una testimonianza dei fasti imperiali quanto piuttosto dalla volontà di documentare gli intensi rapporti che legarono i Bonaparte a Roma. Questi legami furono stabiliti con la forza delle armi nel 1808, in seguito all’occupazione francese di Roma. La città diventò nel 1811 “città libera ed imperiale”, destinata ad essere governata dal figlio di Napoleone al quale fu conferito, già prima della nascita, il titolo di Re di Roma.
In seguito, dopo la caduta dell’Impero, quasi tutti i componenti della famiglia Bonaparte chiesero asilo a papa Pio VII e si stabilirono a Roma: la madre Letizia Ramolino a Palazzo Rinuccini, i fratelli Luigi e Girolamo rispettivamente a Palazzo Mancini Salviati e a Palazzo Nuñez, la sorella Paolina nella sua villa sulla Nomentana.
Ma il vero iniziatore del “ramo romano” dei Bonaparte, da cui discende il conte Primoli, fu il fratello “ribelle” dell’imperatore, Luciano che nel 1804, in aperto dissidio con Napoleone, si trasferì a Roma. La madre del conte Primoli, Carlotta Bonaparte, era, infatti, nata dal matrimonio di uno dei figli di Luciano, Carlo Luciano, con la cugina Zenaide ,figlia di Giuseppe Bonaparte. Carlotta sposò nel 1848 il conte Pietro Primoli e, subito dopo la proclamazione del Secondo Impero, si trasferì con la famiglia alla corte di Napoleone III. A Parigi, quindi, avvenne la formazione del conte Giuseppe Primoli che si completò, anche dopo la caduta dell’Impero, nei salotti letterari delle zie Matilde Bonaparte e Giulia Bonaparte, marchesa di Roccagiovine.
Colto, appassionato bibliofilo, abile fotografo, Giuseppe Primoli visse tra Roma e Parigi ed ebbe intensi rapporti con gli ambienti letterari ed artistici delle due città. Rappresentò, dunque, un’interessante figura di intellettuale e di collezionista che, attraverso importanti donazioni familiari e sapienti acquisti sul mercato antiquario, riuscì ad offrire alla città di Roma questo raffinato esempio di casa-museo.

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