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Itinerari Italia
Palazzo Barzizza ( inizio Secolo XV ) PDF Stampa E-mail
Scritto da Vittorio E. Malvezzi   
Giovedì 02 Luglio 2009 08:54

barizza

Costruzione sorta all'inizio del '400 su terreni ceduti da Gian Galeazzo Sforza ai Malabarba e da questi passati ai Barzizza. Guiniforto Barzizza, nato nel 1406 da Gasparino e Lucrezia Alliardi, sposa Giovannina Malabarba.

Palazzo Barzizza ebbe l'onore di ospitare la Duchessa Bona di Savoia, moglie del Duca Galeazzo Maria Sforza e madre di Giovanni Galeazzo Maria. Negli anni 1481-2, Bona vive nel Castello di Abbiategrasso, costi' relegata da Lodovico il Mo­ro e sorvegliata a vista da Cosima Briosco. In un rapporto al suo signore, il Bri­osco annota di una passeggiata a cavallo effettuata da Bona con la sua corte: et andesseimo ad Ozello a casa de Gaspar Ambrosio Braxigia et gli stetemo uno pezo Da Gaspare Ambrogio per successione i beni arrivano a Gerolamo, il cui testa­mento (1640 ), oggi purtroppo andato perduto, era fino a pochi anni fa an­co­ra visibile negli archivi comunali. Nel testamento si disponeva un lascito per una Messa annua, in perpetuo suffragio per se' e per la propria sposa Clara. Contratto purtroppo rispettato unilateralmente.

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TERAMO PDF Stampa E-mail
Scritto da Stilton   
Sabato 28 Marzo 2009 00:00
TeramoSituata a 20 Km dall'Adriatico e prossima alle rocce del Gran Sasso d'Italia (2912 m.) Teramo, tra i fiumi Vezzosa e Tordino, è il Capoluogo della provincia che occupa il territorio più settentrionale della regione Abruzzo. Il ritrovamento di suppellettili funerarie simili a quelle delle tombe protostoriche picene attestano che la città fosse indubbiamente un insedimento preromano. Abitata fin dai tempi preistorici, fece parte del Praetutium, denominazione del territorio teramano quando, perduta la libertà italica, era diventata dominio romano e aveva latinizzato il proprio toponimo in Interamnia (Inter-amnes-urbs, città tra i fiumi). Con i Romani visse il periodo di maggior floridezza. La costruzione di templi e terme, del teatro e dell´anfiteatro avvenne in quel periodo storico di splendore. Nel Medioevo la città fu sottomessa dai Longobardi e fece parte del Ducato di Spoleto.  Nel 1234 Federico II di Svevia ripartì il Regno di Sicili a in Giustizierati e Teramo fu annessa a quello di Sulmona. Alla fine del XIV secolo passò sotto la Signoria degli Acquaviva. Fu poi governata da Francesco Sforza, quindi da Alfonso d´Aragona. Divenne dominio austriaco e nel 1798, passò ai Francesi per tornare al Regno di Napoli nel 1815. Nel centro della città insistono le testimonianze di Interamnia Pretuzia, città romana: il teatro e l’anfiteatro  e vicino alcune domus e i ruderi delle terme. Dell’anfiteatro rimangono solo tratti di mura esterne, mentre del teatro sono visibili alcune strutture interne e arcate del perimetro esterno.
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TERAMO PDF Stampa E-mail
Scritto da Stilton   
Sabato 28 Marzo 2009 00:00
TeramoSituata a 20 Km dall'Adriatico e prossima alle rocce del Gran Sasso d'Italia (2912 m.) Teramo, tra i fiumi Vezzosa e Tordino, è il Capoluogo della provincia che occupa il territorio più settentrionale della regione Abruzzo. Il ritrovamento di suppellettili funerarie simili a quelle delle tombe protostoriche picene attestano che la città fosse indubbiamente un insedimento preromano. Abitata fin dai tempi preistorici, fece parte del Praetutium, denominazione del territorio teramano quando, perduta la libertà italica, era diventata dominio romano e aveva latinizzato il proprio toponimo in Interamnia (Inter-amnes-urbs, città tra i fiumi). Con i Romani visse il periodo di maggior floridezza. La costruzione di templi e terme, del teatro e dell´anfiteatro avvenne in quel periodo storico di splendore. Nel Medioevo la città fu sottomessa dai Longobardi e fece parte del Ducato di Spoleto.  Nel 1234 Federico II di Svevia ripartì il Regno di Sicili a in Giustizierati e Teramo fu annessa a quello di Sulmona. Alla fine del XIV secolo passò sotto la Signoria degli Acquaviva. Fu poi governata da Francesco Sforza, quindi da Alfonso d´Aragona. Divenne dominio austriaco e nel 1798, passò ai Francesi per tornare al Regno di Napoli nel 1815. Nel centro della città insistono le testimonianze di Interamnia Pretuzia, città romana: il teatro e l’anfiteatro  e vicino alcune domus e i ruderi delle terme. Dell’anfiteatro rimangono solo tratti di mura esterne, mentre del teatro sono visibili alcune strutture interne e arcate del perimetro esterno.
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PERGOLA PDF Stampa E-mail
Scritto da Stilton   
Venerdì 27 Marzo 2009 09:09
pergola_in_fiore_09_bigPergola sorge a circa 300 m. s.l.m. immersa nel tipico paesaggio collinare delle Marche nella Valle del Cesano in provincia di Pesaro e Urbino, non lontano dal massiccio del Catria (1702 m.) e a poco più di 30 km dalla riviera adriatica.

Fu terra abitata da Umbri, Etruschi e Galli Senoni e non lontano dalla consolare Flaminia, nel 1946 furono rinvenuti i Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola (I sec. a. C.), in Località Santa Lucia di Calamello.

Fondata dagli Eugubini nel 1234, ebbe il conferimento del titolo di “Città” nel 1752 da papa Benedetto XIV. Nei secoli XVII e XVIII raggiunse la massima espansione economica con l'incrementarsi delle attività tessili, di tintoria e della concia delle pelli. Battè moneta sotto lo Stato Pontificio dal 1796 al 1799.

Il centro storico offre testimonianze medievali, gotiche, rinascimentali, barocche e neoclassiche attraverso le numerosissime chiese, il Palazzo Comunale, i palazzi dell’antica nobiltà e il Teatro Angel Dal Foco con la Sala dell’Abbondanza.

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Santarcangelo (Rimini) PDF Stampa E-mail
Scritto da Stilton   
Venerdì 06 Marzo 2009 00:00
Santarcangelo1Santarcangelo è davvero una città unica, non soltanto per i numerosi itinerari artistici da visitare, gli eleganti negozi delle vie del centro, i deliziosi ristorantini del borgo antico, ma anche per la sua posizione ottimale. Situata lungo la via Emilia, 10 chilometri da Rimini e 17 da Cesena, è considerata il “portale della Valle del Marecchia”.

In pochi minuti d’auto o di autobus, si raggiungono le ampie spiagge di Rimini e le prime alture dell’Appennino. Importanti via d’accesso consentono di giungere facilmente sia in auto che in treno.
Una volta arrivati, il modo migliore per scoprire Santarcangelo, come tutte le città ricche di storia, arte e cultura, è percorrerla a piedi; lasciatevi guidare dal vostro istinto, passeggiate per le vie affollate del centro, ricche di bar e negozi e poi abbandonatele, inoltrandovi nei tortuosi vicolini della parte antica, immersi nel silenzio delle contrade, alla ricerca di scorci suggestivi

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