I dintorni di Bari possono rivelarsi una piacevole sorpresa, soprattutto se si sta pianificando un itinerario in auto. Partendo con le bellezze che la città stessa può offrire (cattedrali, monumenti storici nella Bari vecchia, musei, teatri), i piccoli borghi e le zone circostanti regaleranno al turista un’esperienza unica.
Le campagne verdi, con i vigneti e i ciliegi, i paesini circondati da mura antichissime, i borghi di pescatori: ecco alcune delle tante attrazioni che i dintorni di Bari offrono ai visitatori. E ancora, i Castelli Federiciani,voluti da Federico II, il più famoso dei quali è sicuramente Castel del Monte, con la sua forma e origini misteriose, che hanno dato origine a miti e leggende sul suo conto.
Costruzione sorta all'inizio del '400 su terreni ceduti da Gian Galeazzo Sforza ai Malabarba e da questi passati ai Barzizza. Guiniforto Barzizza, nato nel 1406 da Gasparino e Lucrezia Alliardi, sposa Giovannina Malabarba.
Palazzo Barzizza ebbe l'onore di ospitare la Duchessa Bona di Savoia, moglie del Duca Galeazzo Maria Sforza e madre di Giovanni Galeazzo Maria. Negli anni 1481-2, Bona vive nel Castello di Abbiategrasso, costi' relegata da Lodovico il Moro e sorvegliata a vista da Cosima Briosco. In un rapporto al suo signore, il Briosco annota di una passeggiata a cavallo effettuata da Bona con la sua corte: etandesseimo ad Ozello a casa de Gaspar Ambrosio Braxigia et gli stetemo uno pezo Da Gaspare Ambrogio per successione i beni arrivano a Gerolamo, il cui testamento (1640 ), oggi purtroppo andato perduto, era fino a pochi anni fa ancora visibile negli archivi comunali. Nel testamento si disponeva un lascito per una Messa annua, in perpetuo suffragio per se' e per la propria sposa Clara. Contratto purtroppo rispettato unilateralmente.
Situata a 20 Km dall'Adriatico e prossima alle rocce del Gran Sasso d'Italia (2912 m.) Teramo, tra i fiumi Vezzosa e Tordino, è il Capoluogo della provincia che occupa il territorio più settentrionale della regione Abruzzo. Il ritrovamento di suppellettili funerarie simili a quelle delle tombe protostoriche picene attestano che la città fosse indubbiamente un insedimento preromano. Abitata fin dai tempi preistorici, fece parte del Praetutium, denominazione del territorio teramano quando, perduta la libertà italica, era diventata dominio romano e aveva latinizzato il proprio toponimo in Interamnia (Inter-amnes-urbs, città tra i fiumi). Con i Romani visse il periodo di maggior floridezza. La costruzione di templi e terme, del teatro e dell´anfiteatro avvenne in quel periodo storico di splendore. Nel Medioevo la città fu sottomessa dai Longobardi e fece parte del Ducato di Spoleto. Nel 1234 Federico II di Svevia ripartì il Regno di Sicili a in Giustizierati e Teramo fu annessa a quello di Sulmona. Alla fine del XIV secolo passò sotto la Signoria degli Acquaviva. Fu poi governata da Francesco Sforza, quindi da Alfonso d´Aragona. Divenne dominio austriaco e nel 1798, passò ai Francesi per tornare al Regno di Napoli nel 1815. Nel centro della città insistono le testimonianze di Interamnia Pretuzia, città romana: il teatro e l’anfiteatro e vicino alcune domuse i ruderi delle terme. Dell’anfiteatro rimangono solo tratti di mura esterne, mentre del teatro sono visibili alcune strutture interne e arcate del perimetro esterno.
Situata a 20 Km dall'Adriatico e prossima alle rocce del Gran Sasso d'Italia (2912 m.) Teramo, tra i fiumi Vezzosa e Tordino, è il Capoluogo della provincia che occupa il territorio più settentrionale della regione Abruzzo. Il ritrovamento di suppellettili funerarie simili a quelle delle tombe protostoriche picene attestano che la città fosse indubbiamente un insedimento preromano. Abitata fin dai tempi preistorici, fece parte del Praetutium, denominazione del territorio teramano quando, perduta la libertà italica, era diventata dominio romano e aveva latinizzato il proprio toponimo in Interamnia (Inter-amnes-urbs, città tra i fiumi). Con i Romani visse il periodo di maggior floridezza. La costruzione di templi e terme, del teatro e dell´anfiteatro avvenne in quel periodo storico di splendore. Nel Medioevo la città fu sottomessa dai Longobardi e fece parte del Ducato di Spoleto. Nel 1234 Federico II di Svevia ripartì il Regno di Sicili a in Giustizierati e Teramo fu annessa a quello di Sulmona. Alla fine del XIV secolo passò sotto la Signoria degli Acquaviva. Fu poi governata da Francesco Sforza, quindi da Alfonso d´Aragona. Divenne dominio austriaco e nel 1798, passò ai Francesi per tornare al Regno di Napoli nel 1815. Nel centro della città insistono le testimonianze di Interamnia Pretuzia, città romana: il teatro e l’anfiteatro e vicino alcune domuse i ruderi delle terme. Dell’anfiteatro rimangono solo tratti di mura esterne, mentre del teatro sono visibili alcune strutture interne e arcate del perimetro esterno.
Chiavenna: bellezze naturali, ricchezza artistica, gastronomica e artigianale.
Un passato ricco di storia e generoso nell’abbellirla di palazzi dalle ricche facciate, di piazzette con splendide fontane e di opere d’arte eccezionali come il complesso della Collegiata di San Lorenzo con la chiesa, il battistero, il chiostro con la torre campanaria ed il Museo del Tesoro dove è conservata la “Pace di Chiavenna”, coperta di evangeliario del XII secolo, in oro sbalzato, gemme e preziose miniature, capolavoro dell’oreficeria medievale
La passeggiata lungo le vie del centro tocca necessariamente piazza Pestalozzi, poi piazza Crollalanza, San Pietro e piazza Castello. Su quest’ultima domina il Parco botanico archeologico del Paradiso, dai cui colli si gode una magnifica vista su tutta la cittadina. A pochi passi dal parco, nel vecchio quartiere artigianale di Chiavenna, sorge il Mulino della Bottonera. Fondato nel 1867 è un rarissimo esempio di archeologia industriale, dove ancora oggi è viva l’atmosfera del lavoro dei mugnai dell’800.