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A soli 35 km dall'aeroporto, è famosa per l'idilliaca isola che si erge al centro del lago facilmente raggiungibile in barca. Una affascinamene città medievale sorge ai piedi della fortezza che sovrasta la città dall'alto.
Bled è una piccola cittadina di 5600 abitanti che merita effettivamente tutta la fama turistica che ha. Il suo lago è una cartolina animata. Dal Castello di Bled si ha una delle vedute panoramiche più emozionanti del lago e di una parte della regione della Gorenjska. Sul lago regna un isolotto di cui, in lontananza, si distingue l'alto campanile bianco della Chiesa di S. Maria, visitabile alla fine del giro del lago in “pletna”. Si potrebbero chiamare "le gondole di Bled", le pletne sono tipiche imbarcazioni locali che trasportano fino a due dozzine di turisti, guidate dalle braccia esperte del "gondoliere".
Il paesaggio che ti si apre davanti agli occhi è incantato, c'è il castello arroccato che da’ sul lago; in mezzo al lago circondato dalle montagne c'è una piccola isoletta verde che spunta dalla criura. In quella piccola isoletta uno si aspetta di trovare qualche villa storica invece sorge una piccola chiesetta con il campanile quasi come ringraziamento alla natura incantevole offerta!
Bled, immersa in una natura incontaminata, offre ai visitatori l'opportunità di praticare molte attività e sport all'aria aperta, sia per chi ama l’avventura che per i più tranquilli. Dalle bellissime passeggiate nella campagna e nei boschi circostanti al rafting lungo ripide mozzafiato, c’è scelta per tutti i gusti. La città è anche la sede di uno dei più spettacolari campi da golf di tutta Europa
C'è un modo del tutto singolare per arrivare a Bled, perla del mondo alpino sloveno, ed è quello di viaggiare su un treno d'epoca percorrendo una delle più affascinanti linee ferroviarie della Slovenia: la storica Ferrovia Transalpina inaugurata nel lontano 1906. La Ferrovia fu costruita alla scopo di completare la rete ferroviaria che collegava Vienna e l'Europa Centrale alle regioni adriatiche dell'Impero Austro Ungarico e in particolare al porto di Trieste. Data la scarsità di mezzi allora disponibili, la sua realizzazione assomigliò ad una vera e propria impresa che implicò ardite opere di ingegneria come ad esempio il ponte di Salcano, la cui arcata in pietra di 85 metri è ancora oggi la più grande al mondo, e la galleria di Piedicolle, un traforo sotto le Alpi Giulie lungo oltre 6 Km.
Il treno storico è trainato da una locomotiva a vapore del Museo Ferroviario di Lubiana. Un viaggio nel tempo allietato da note di folklore. La carrozza bar risuona di musiche e danze a cui sono invitati a partecipare tutti i passeggeri; mentre, in un altro vagone, un simpatico signore "d'altri tempi" vestito di tutto punto timbra cartoline (acquistabili direttamente da lui) con uno speciale timbro anch'esso di vecchia data. Il tutto risulta molto divertente, se si ha la pazienza di sopportare l'odore di carbone che inevitabilmente aleggia nell'aria.
E' possibile prendere il treno dall'Italia (stazione di Gorizia centrale) o, se si è già in Slovenia, alle stazioni di Nova Gorica e Most na Soči. Il viaggio si effettua solo in alcuni giorni ed è necessaria la prenotazione. Il prezzo del biglietto include il trasferimento in pullman a Bled, l'ingresso al Castello, il pranzo in ristorante panoramico con musiche e l'accompagnamento di una guida. Partendo da Gorizia il prezzo per gli adulti è di 67 €, ragazzi 12-16 anni 37 €, bambini 6-11 anni 26 €, bambini 0-5 anni gratis (pranzo escluso). I biglietti sono acquistabili presso tutte le agenzie Slovenijaturist, le agenzie specializzate e le casse presso le stazioni ferroviarie delle Ferrovie Slovene. Le date previste per il mese di settembre sono: 4, 11 e 18.
E poi c’è il Carso il regno delle grotte e delle cavità ipogee. Tutti ricorderanno le Grotte di Postumia (Postoijna) molto estese e con un speciale trenino che offre emozioni e allegria. Formano un vastissimo labirinto sotterraneo: il luogo ideale per scoprire il fascino del mondo sommerso e per ammirare stalagmiti, stalattiti, ampie caverne e il famoso "pesce-uomo”, che deve il suo nome al colore della pelle somigliante a quella dell'uomo.
Da qui è possibile anche raggiungere la famosa Fortezza di Predjama costruita sui fianchi di una scogliera alta 123 metri.
Ma interessanti sono anche le Grotte di San Canziano, che conserva un canyon sotterraneo della lunghezza di quasi un chilometro e mezzo, e con una profondità di almeno 150 metri. Pochi lo sanno ma le grotte slovene sono svariate, addirittura migliaia, (seimila con un conteggio per difetto) e offrono ambienti esclusivi ricchi di flore e faune.
Sulla strada di Postumia è raccomandabile una sosta a Lipica, villaggio che vanta una lunga tradizione ippica, nella storia luogo d’origine dei cavalli Lipizzani e che conserva ad oggi ancora una marcata vocazione equestre, con una famosa scuola ippica, ma anche alberghi con, piscine, campi da golf e quanto di meglio per una vacanza rilassante e tonificante.
Capodistria, Pirano, Strugnano, Isola, Portorose, Hrastovlje
Il mare, il vento, il sale, i profumi del Mediterraneo, le palme, le rose e la flora sempreverde, il relax, il divertimento e la cordialita' sono le parole che presentano nel modo migliore Portorož (Portorose), localita' turistica di mare. L'intreccio di culture diverse, della musica, della natura, la prelibata offerta gastronomica e la bellezza di queste terre, ricche di storia, creano un ambiente, nel quale si possono dimenticare gli stress di ogni giorno e ritrovare la pace dello spirito. Le lunghe e rilassanti passeggiate in riva al mare, lo jogging in spiaggia, il nuoto in mare o nelle piscine, i programmi di bellezza o per la salute presso le terme o le attivita' sportive infondono ai visitatori nuove energie. Oggi Portorose e' una destinazione ambita sia per il lavoro sia per le vacanze o per il divertimento.
Strugnano è l'abitato che si estende lungo la costa slovena tra Isola e Pirano, sorto sulle sponde del torrente Roja, che scorre dai colli retrostanti, ed ai bordi delle saline e della peschiera. Questo comprensorio e' stato proclamato nel 1990 riserva naturale e ricopre un'area di 160 ettari. Oltre ai quattro chilometri di costa, che rappresentano con le loro scogliere marnose una specificita' in tutto l'Adriatico, vivono nella riserva numerose e caratteristiche specie animali e vegetali. Il settore della foce del torrente Roja fu trasformato gia' nel medioevo in saline, oggi tutelate come patrimonio storico. Nelle immediate vicinanze si trova una laguna, detta Chiusa, un tempo peschiera.
L'erta salita lastricata in cubetti di porfido conduce al santuario della Madonna di Strugnano, sulle pendici occidentali del monte Ronco. La leggenda narra che nella notte tra il 14 e il 15 agosto del lontano 1512 la Madonna apparve a due guardie dei vigneti, pregandole di implorare le autorita' cittadine di riparare la chiesa, che era in condizioni pericolanti. Negli anni successivi la chiesa fu ampliata e nel 1520 arricchita con la tela dell'Apparizione, di Francesco Valerio Marini. Col tempo la chiesa divenne il centro di pellegrinaggio piu' importante di tutta l'Istria.
Sul mare, volta a Pirano, si erge la villa del famoso violinista piranese Giuseppe Tartini (1692 - 1770), che pero' purtroppo non puo' essere piu' ammirata nella sua forma primordiale. La villa e' circondata da un parco, vero modello della vegetazione mediterranea. Oggi la villa e' adibita a scopi protocollari.
I visitatori di Strugnano possono passeggiare lungo ombrosi e riposanti sentieri, oppure raggiungere in breve tempo il centro mondano di Portorose, passando per la galleria illuminata, attraverso la quale passava il tracciato dell'antica ferrovia Parenzana, che collego' per circa mezzo secolo Trieste e Parenzo. Dal villaggio turistico di Salinera si puo' arrivare lungo la costa sino a Fiesso e sino a Pirano mentre, sempre seguendo la costa, dall'altra parte il sentiero conduce ad Isola. Dal santuario un sentiero conduce alla Croce, che sullo strapiombo e' simbolo di buon auspicio per tutti i naviganti.
A Strugnano, oltre alle amenita' descritte, si trovano tre alberghi, dotati di rinomati ristoranti, e numerose trattorie, in grado di soddisfare anche il palato sopraffino degli ospiti piu' esigenti. Inoltre a disposizione dei visitatori si sono campi da tennis e di minigolf. Le piscine aperte, gli stabilimenti balneari che vantano la Bandiera blu e la rinomata casa ci dura e termale completano degnamente l'offerta turistica della localita'.
L'antica citta' marinara di Pirano (Piran) si estende all'estremo margine dell'omonima penisola, che si restringe gradualmente tra il golfo di Strugnano e quello di Pirano. La penisola termina con punta Madonna, estrema propaggine nord occidentale dell'Istria.
L'etimologia del nome Pirano e' controversa: alcuni studiosi propendono per la derivazione dal celtico bior-dun, che significa localita' sul colle, mentre altri la fanno risalire al greco pyr - fuoco, in quanto nell'antichita' venivano accesi sul promontorio dei fuochi per indicare la rotta ai naviganti che si dirigevano all'attigua colonia di Aegida, vicino all'odierna Capodistria.
Pirano è un' antica città del litorale, posta sull'estremo capo occidentale dell'Istria slovena. I primi abitanti popolarono Pirano già a metà del 5. secolo. Nel 13. secolo la città è stata conquistata dalla Repubblica di Venezia, periodo al quale, risale anche l'inizio del rapido sviluppo di quest'antica città.
La cittadina e' molto pittoresca: le mura con le torri le fanno da corona e, dalle pendici, i tetti rossi degradano, esposti a mezzogiorno, fino a punta Madonna, La citta' vecchia e' costituita da un complesso di costruzioni venete, nelle strette calli lastricate, fra scalinate e portici, nei campielli e nelle piazzette, le case barocche e gotiche sono numerose, con finestre ad archi acuti, e si inseriscono fra le basse case che furono dei pescatori e dei salinai. Dall'alto di questa propaggine arenacea, dal fianco settentrionale spaccato, rigido e spoglio per l'impeto della bora, irrobustito alla base da una muratura poderosa e da arcate sostenute da piloni appoggiati alla pendice, spicca e signoreggia il Duomo di Pirano, il cui campanile, come un faro, si vede in tutto l'arco del golfo di Trieste.
Oggi la citta' e' il centro amministrativo del comune e, assieme alla vicina Portorose, importante localita' di villeggiatura marittima, con numerose istituzioni culturali, case di riposo, alberghi e ristoranti, nonche' sede di importanti manifestazioni cultrali.
Durante l'intero arco dell'anno si svolgono su diverse piazze numerose manifestazioni musicali, culturali e teatrali. Gli eventi, fra i quali, le serate musicali piranesi, l'Ex tempore internazionale di pittura, il Festival estivo del litorale (Primorski poletni festival) e le esposizioni dei presepi costruiti nel periodo prenatalizio nelle chiese piranesi, danno alla città un fascino particolare.
Le strette calli lastricate in pietra, gli edifici storico-culturali ed ecclesiastici, i palazzi, le piazzette animate, i numerosi musei e le gallerie, le mura, l'acquario e gli ristoranti rinnomati, tutto questo e molto altro nasconde in sé questa perla del mediterraneo.
Isola durante il medioevo fu controllata dalla Repubblica di Venezia.
La sua base economica venne gravemente danneggiata quando Trieste divenne il principale porto della regione e la peste la colpì nel XVI secolo.
Durante l'occupazione francese all'inizio del XIX secolo, le mura cittadine vennero abbattute e usate per colmare il canale che separava l'isola dalla terraferma.
Isola possiede una popolazione eterogenea; gli italiani sono 826, il 5,7% della popolazione totale e sono riuniti nella locale Comunità degli Italiani.
La barca Solinarka vi porterà nelle Saline di Sicciole, dove potrete ammirare i campi per la coltivazione del sale ed il museo dell'arte dei salinai nel quale custodiscono interessanti oggetti e foto, che illustrano la vita ed il lavoro dei salinai nel corso dei secoli e sino ai giorni nostri.
Hrastovlje e’ un piccolo villaggio carsico, che fece parte gia del territorio controllato da Capodistria dalla fine del medioevo al 1797, ai confini con l’Impero asburgico. Su una altura alle spalle dell’abitato si impone alla vista un tipico esempio di tabor, un quadrilatero recinto in cui si rifugiavano gli abitanti nei momenti di pericolo, risalente al sec. XVI; al suo interno si trova la romanica chiesa della Santa Trinità.
Varcata la soglia, ci si trova avvolti da una magica atmosfera e dai brillanti colori dei suoi affreschi, opera del pittore istriano Janez iz Kastva (Giovanni da Castua) e risalenti alla fine del Quattrocento. Tra i vari soggetti ritratti sulle navate, sui soffitti e nell'abside, a costituire una vera e propria "bibbia dei poveri", spicca la famosa Danza Macabra: lungo il lato destro della chiesa, un affresco ritrae la Morte che conduce in una danza l’imperatore, il papa, un vescovo, un borghese, un mendicante, e perfino un neonato costretto a alzarsi dalla culla, per ricordare che tutti siamo costretti a sottostare al suo volere.
Un po’ di storia
Nel 1949 lo scultore Joze Pohlen venne incaricato di eseguire alcuni interventi sulla chiesa e quasi per caso trovò sotto un alto strato di calce alcune tracce di affreschi. Da allora l’Istituto per la tutela dei monumenti di Lubiana avviò la lenta e faticosa opera di pulizia che fece riemergere un ampio ciclo di affreschi presenti su tutte le pareti della chiesa. L’opera pittorica raffigura: nell’abside la Trinità, nelle absidiole minori gli Apostoli, i re Magi e i Santi Protettori dalla peste Sebastiano, Rocco e Fabiano, sulla volta della navata centrale la Creazione, sui capitelli figure di Santi e nella volte delle navate laterali i dodici mesi; la parete meridionale è decorata con le scene della Passione nella fascia superiore e con la danza macabra in quella inferiore.
Accurati studi e ricerche appurarono che l’intero ciclo di affreschi è stato realizzato tutto da Giovanni da Castua, località vicina a Fiume: Giovanni, figlio di un pittore che aveva operato a lungo in Istria e probabilmente disponeva di una bottega con allievi, crebbe in questo ambiente artistico e, su invito del parroco di Cristoglie, affrescò la chiesa portando a termine l’opera nel 1490, come si legge nella parete nord in una iscrizione in latino, in glagolitico e in tedesco con grafia gotica. Sono stati eseguiti lavori di restauro anche nel bellissimo edificio romanico, a tre navate e con tre absidi, che fu costruito con buon materiale, impiegando blocchi di pietra ben lavorata, usando particolare attenzione anche agli effetti cromatici, inserendo i blocchi più scuri tra quelli chiari. La stessa cura costruttiva venne riservata al campanile addossato sulla parete sinistra della chiesa, che presenta belle aperture arcuate nella cella campanaria. Gli interventi di recupero sono stati estesi anche alla chiesa romanica, una delle poche rimaste integre, con due torri cilindriche in due spigoli opposti, aperte verso l’interno, probabilmente abbassate, e con un’unica porta di accesso.
Video: Hrastovlje (360°)
http://www.slovenia.info/?kul_zgod_znamenitosti=4483&lng=4#
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