Da luglio del 2000 vivo in Polinesia e con la mia barca, il Gulliver l’ho girata in lungo e in largo e, non di rado, in luoghi dove il turismo è pressoché sconosciuto. Amo questa terra e il suo mare ma ciò che più mi appaga è il vivere a stretto contatto con la gente di Polinesia, la sua cultura, la sua storia e le sue tradizioni e ancor oggi ne continuo a scoprire, vivere e leggerne sfumature interessanti e lati inaspettati. Non amo gli hotel di lusso e le catene alberghiere perché danno una immagine falsa della vita e della realtà polinesiana e spesso la loro stessa ubicazione, crea di fatto una barriera con il territorio e la gente circostante. Preferisco di gran lunga le pensioni di famiglia , spesso gestite da polinesiani o franco-polinesiani, sempre più numerose e di norma ben tenute . Ma questo non è la sola motivazione . Una pensione di famiglia ha costi minori di ¼ e spesso anche più di un Hotel e ciò che pagherete resta certamente nell’economia polinesiana . Il risparmio sul soggiorno vi permetterà di fare qualche giorno in più , qualche isola in più od escursioni aggiuntive o…. semplicemente risparmiare sul viaggio. E’ pur vero che nell’immaginario collettivo il soggiorno in Polinesia è vissuto sull’ “overwater” posizionato nella laguna turchese e, per un viaggio di nozze è uno sfizio da togliersi. Toglietevi pure lo sfizio, magari gli ultimi due giorni.. ma, credetemi… non ne fate il vostro soggiorno : è una spesa superflua . Questa premessa era d’obbligo per evitare equivoci sul mio concetto di viaggio e quindi fare una prima selezione di chi vorrà leggere queste righe.