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Accorpamento a Roma zona Archeologica Ostia PDF Stampa E-mail
Scritto da Pro Loco Fiumicino   
Mercoledì 11 Marzo 2009 00:00

fiumicinoLETTERA APERTA

AL  MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI

On.le Sandro Bondi

Prot. 41/2009                                  Via del Collegio Romano, 27

00186 ROMA

Fiumicino, 05/03/2009


Oggetto: Richiesta di conferma della Soprintendenza Archeologica di Ostia, contro l'ipotesi di accorpamento con Roma.

On.le Ministro,

rappresentiamo la nostra perplessità e rivolgiamo un accorato appello affinché la ventilata ipotesi di accorpamento della Soprintendenza Archeologica di Ostia con Roma, non avvenga.

Riteniamo questa eventualità un'ulteriore disgrazia per i siti archeologici della Città di Fiumicino.

La nostra non è una sterile protesta campanilista o un immotivato grido d'allarme, il nostro è un urlo di rabbia nel constatare l'inesistenza di un programma di salvaguardia e valorizzazione, di quei reperti monumentali che rappresentano l'antefatto principale della formazione di questo territorio.

A Fiumicino, Provincia di Roma, ci sono le rovine del porto più importante dell'antichità. Queste, per un curioso destino, si trovano a ridosso dell'attuale aeroporto intercontinentale; quindi Fiumicino è da duemila anni lo scalo di Roma.

Qui gli imperatori Claudio prima, e Traiano dopo, realizzarono "Portus" , il porto per antonomasia dei romani. Qui passarono tutte le merci e le ricchezze della Roma del suo massimo splendore. Quest'area archeologica è più vasta e importante di quella di Ostia Antica. Ebbene questa incommensurabile ricchezza, giace semi abbandonata, quasi sconosciuta al grande pubblico e soprattutto non valorizzata; si può visitare solo con guide e per due giorni al mese.

Nei pressi, nelle stesse identiche condizioni di abbandono e chiusura, c'è la Necropoli di Porto, cimitero dell'antica città, impiegato fino all'epoca cristiana, uno dei meglio conservati al mondo, ricco di rilievi e pitture decorative.

Il Museo delle navi romane, situato a due passi dal grande bacino esagonale del porto di Traiano, conserva gli scafi di diverse navi onerarie, ritrovate in sito durante i lavori di realizzazione dell'aeroporto. Ebbene questo museo è chiuso già da alcuni anni, e nessuno sa dirci quando sarà nuovamente agibile. Nei dintorni ci sono altre aree ricolme di reperti attinenti alla città portuale, dalla quale discende l'odierna Fiumicino: le terme, i resti del ponte di Matidia, la Basilica Paleocristiana di S. Ippolito, tutto inarrivabile, per nulla valorizzato, tagliato fuori da ogni possibilità di inserimento in qualsivoglia contesto di visita turistica.

Tutto questo avviene in Italia, a 25 km dal Campidoglio!  Una vergogna per tutti, amministratori e cittadini ignoranti.

Ora, se su questa realtà di cose ben poco ha potuto fare finora la Soprintendenza Archeologica di Ostia, e sia chiaro non per incompetenza o negligenza del personale, cosa sarà allorquando la gestione dei siti dovesse trasferirsi a Roma?

Quali garanzie, Sig. Ministro, di vedere finalmente realizzato il Parco Archeologico Naturalistico dei porti imperiali di Claudio e Traiano? Chi ci assicura la pur minima vigilanza su quanto ci è pervenuto, e ne tutela la conservazione di quel che resta dopo le disgraziate realizzazioni edilizie, dall'aeroporto compreso fino ad oggi.

Anche realtà semplici, come quella delle Pro Loco, sono mortificate dall'impossibilità di fruire di questi beni. Come ci relazioneremo con un'amministrazione distante dal luogo e dalle sue necessità.

La direzione amministrativa deve rimanere sul posto ed essere  potenziata, dotata di mezzi e di personale oppure, in subordine, data in gestione a privati, sempre sotto la diretta vigilanza di un soprintendente che tuteli rispetto e integrità del bene.

In sostanza tutto ciò che appartiene al territorio, alla sua storia, deve vivere e produrre.

Noi non crediamo che chiudere gli uffici di Ostia, sia una scelta intelligente. Quel poco che si dovesse risparmiare andrà inevitabilmente a  discapito del bene pubblico.

Per quanto esposto chiediamo a questo ministero, che ne ha competenza, di fornire rassicurazioni in merito alla tutela e salvaguardia dei siti archeologici della Città di Fiumicino. Inoltre, nella  malaugurata ipotesi che si dovesse forzatamente addivenire ad un accentramento dell'ente di gestione, sia garantita all'area in questione la più ampia attenzione, commisurata all'importanza, al rilievo ed alla vastità del sito. Tutto ciò per fare in modo che questo patrimonio inestimabile sia tramandato ai posteri.

Non possiamo perdere ciò che ci è pervenuto dopo duemila anni di storia, non possiamo farlo apponendo una firma su un atto amministrativo con fretta e distrazione, siamo certi che il sig. Ministro ne conviene.

Cordiali saluti.

 

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