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Alitalia vuole concentrarsi su un solo hub e punta su Fiumicino dove può realizzare sinergie con il gestore Aeroporti di Roma. E quindi pensa a ridimensionare il suo ruolo su Malpensa con il taglio di 150 voli giornalieri che alimentano i 17 voli intercontinentali, molti dei quali verrebbero spostati sullo scalo della capitale.
Sul fronte della privatizzazione, che per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, va realizzata "al più presto", spuntano nuovi interessi. Indiscrezioni sindacali riferiscono che nella privatizzazione dell'Alitalia potrebbe affacciarsi British Airways e quindi contendersi la compagnia con Air France e Lufthansa anche se finora nessuno dei tre vettori ha manifestato ufficialmente interesse.
A riferire di un interesse di British Airways, che però non ha voluto commentare l'indiscrezione, è stato il segretario nazionale della Fit-Cisl Claudio Genovesi sottolineando come nelle stesse linee guida del piano industriale 2008-2010 - illustrate oggi dall'azienda ai sindacati - si faccia riferimento alla necessità di inserire Alitalia in una grande alleanza di compagnie aeree (Air France come Alitalia fa parte di Sky Team, British Airways di One World e Lufthansa di Star Alliance). Anche se al momento nessuna delle tre grandi aviolinee è uscita allo scoperto c'é tempo da quattro ad otto mesi per la privatizzazione secondo quanto riferito dallo stesso Genovesi. Ma una privatizzazione in tempi rapidi e alle migliori condizioni è stata sollecitata ieri dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta.
Il modello da seguire, secondo il piano di transizione elaborato dal presidente con deleghe operative Maurizio Prato, é quello della spagnola Iberia che lavora sul solo hub di Madrid, si è concentrata sulle rotte più remunerative del Nord e Sud America offrendo più frequenze e maggiore qualità e da dieci anni a questa parte è riuscita a ristrutturarsi da sola e ad essere sempre in attivo nonostante l'invasione del mercato spagnolo da parte delle low cost. Per questo il business plan di sopravvivenza dell'Alitalia punterebbe - secondo quanto riferito dai sindacati - a chiudere circa 150 voli al giorno su Malpensa che alimentano i 17 voli intercontinentali ma che sono in perdita.
Dei voli intercontinentali quelli verso India e Cina verrebbero chiusi ed altri trasferiti su Fiumicino. Nello scalo lombardo verrebbero però inseriti nuovi voli non serviti da Linate, di collegamento con le maggiori città europee per le necessità degli uomini d'affari e quindi in partenza al mattino oltre a far operare la compagnia Volare sulle tratte low cost ed Air Europe per quelle turistiche. Su Fiumicino l'Alitalia farebbe la sua base di armamento e potrebbe operare in sinergia con AdR: contatti fra i vertici della compagnia e del gestore aeroportuale sarebbero avvenuti proprio in questa prospettiva.
Nell'incontro Prato avrebbe poi smentito di voler vendere il vettore Regional Alitalia Express che opera sul corto e medio raggio mentre avrebbe confermato la dismissione di una decina di Atr72 e un paio di jet Embraer. Sembra inoltre che verrebbero trasferiti quattro aeromobili Airbus da Alitalia a Volare.
Mentre dei 23 aeromobili che operano sul lungo raggio tre Boeing 767 dovrebbero uscire dalla flotta perché, ha spiegato Genovesi, il precedente management guidato da Giancarlo Cimoli non ha rinnovato il leasing.
Nell'incontro di ieri non si è accennato agli esuberi di cui si dovrebbe invece parlare in un incontro venerdì prossimo che seguirà al Consiglio di amministrazione che delibererà e quantificherà l'esigenza della ricapitalizzazione che, ha spiegato il segretario nazionale della Filt-Cgil Mauro Rossi avverrà in concomitanza con il cambio dell'assetto societario.
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