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Scritto da Daniele Somenzi
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Martedì 03 Marzo 2009 09:41 |
 Atterrati a Witehorse in Canada, Io e Donato noleggiamo un'auto e ci dirigiamo verso L'Alaska. La neve è ovunque il freddo è pungente -27 gradi a Novembre, ma poco importa, noi siamo in macchina con tanto di riscaldamento. Abbiamo chiesto l'auto piu piccola ma come spesso avviene, ne consegnano una piu grande, questa volta addirittura ci hanno dato una sportiva 4mila di cilindrata automatica,una potenza mostruosa, mi sono infatti divertito spesso a fare accelerazioni potenti, con tanto di sgommata qualche volta. C'è il sole, la bianca neve col cielo azzurro ci induce a tante fotografie e filmati, paesaggi di montagna molto belli, ad un tratto dopo un centinaio di km troviamo la frontiera Canadese, e dopo aver visionato il passaporto senza nemmeno scendere dall'auto eccoci negli Stati uniti, è si, l'Alaska è negli States.
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Scritto da di Lucia Franceschetti
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Martedì 15 Gennaio 2008 16:41 |
Impressioni e consigli newyorkesi da parte di una tpc che per la prima volta (ma non l'ultima) ha viaggiato da sola...divertendosi un mondo! A= arrivo ho scelto la compagnia aerea swiss perchè quando ho prenotato il viaggio c'era un'offertona (500 euro andata e ritorno) e mi sono trovata molto bene a parte un po' di ritardo nella prima tratta: il personale è gentile e simpatico, il servizio buono e gli aerei comodi..insomma la consiglio vivamente anche perchè se si deve cambiare aereo zurigo è il posto ideale visto che c'è un trenino nuovissimo che ti porta in pochi minuti al terminal desiderato (quella volta che ho cambiato a bruxelles invece ricordo ancora con terrore la corsa lungo tutto l'aeroporto per arrivare in orario al mio aereo...mai più!); all'arrivo a new york al jfk io ho preso l'autobus che porta fino alla stazione centrale (costo 15 dollari e poi 9 di taxi) perchè volevo vedere le lucine di manhattan avvicinarsi nella sera ma non è un mezzo che mi sento di consigliare visto che ci mette un bel po' e non è dei più moderni, infatti al ritorno ho optato per la metropolitana (2 dollari) e l'air train (5 dollari) che sono più veloci ed economici...se proprio volete prendere il taxi aspettatevi di sborsare un bel po' di soldi (circa 50 dollari da jfk a manhattan, al ritorno però il prezzo sale) e soprattutto ad aspettare un sacco di tempo: la fila era epica!!
mi hanno detto che le limousine possono essere economiche se si è in tanti ma di questo non ne so nulla quindi passo
B = baby sitter manhattan durante la settimana pullula di baby sitter nere (o, più politically correct, afroamericane) e di bambini bianchi...è evidente che le mamme bianche sono in carriera mentre le ragazze di colore si accollano i loro figli...una specie di colonialismo soft che mi lasciava un po' perplessa: alla fine la classe che ha i soldi e quindi il potere rimane sempre la wasp e da lì non ci si è mossi, chissà se un giorno vedrò baby sitter bianche con bambini neri?!
C = cibo che gli americani mangiassero male era risaputo ma che avessero l'ossessione del cibo a questi livelli non mi risultava! mangiano sempre (e sottolineo sempre) e ovunque (e sottolineo ovunque!): i negozi che vendono cibo sono dappertutto e tengono aperto sempre, hanno praticamente tutti il cartello che dice ATM 24h (cioè paghi col bancomat anche se vai a pigliare il gelato in un buco di due metri per tre), la gente si ingozza di cose inimmaginabili e mescola dolce e salato senza remore, l'odore di cibo-spazzatura permea le vie e per una povera italiana abituata a mangiare non dico bene ma decentemente è davvero nauseante! se pero' vi piacciono le salse, i dolci e i panini ripieni di qualsiasi cosa new york è la vostra città!
un capitolo a parte merita il caffè americano, ribattezzato da me ciofeca in onore del grande toto': sono dei beveroni insipidi che se anche ci aggiungi chili di zucchero non sanno da molto, ne esistono versioni fantasiose tipo mochaccino, non fat, ecc ecc un aneddoto riguarda la mia prima capatina in uno di questi "bar": piglio la mia ciofeca e poi scelgo un donuts (o almeno credo fosse quello) che la "barista" mi chiede se voglio arrostire...ma sì, visto che ci sono mi tuffo interamente negli usi e costumi locali...poi mi chiede con cosa voglio farcirlo ma alla vista delle varie cremine che mi ispirano poca fiducia mi rifiuto in un rigurgito di italianità e la tipa mi guarda come se avesse visto la madonna scendere.
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