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Giovedi' 29 Dicembre
Un'alba rossa e meravigliosa ci rende il risveglio piu' lieve. Sono le 7.
Colazione e alle 8 siamo tutti pronti, zaini in spalla, a seguire Laid e Omar. Ben presto il cielo si rannuvola ed una cortina uniforme e lattiginosa oscura il sole. Il vento che si e' alzato questa notte spazza ancora gli sterminati spazi del Tassili. Attraversiamo valli col fondo di rocce levigate, camminando su quella che pare essere una lunga mulattiera. Risaliamo le pendici di una specie di collinetta cosparsa di pietruzze scure dalla sommita' della quale si gode un'incredibile panorama a 360 gradi: verso est si scorgono le bionde dune dell' Acacus libico. Ghat e' veramente vicina !
Scendiamo poi in una lunga e stretta valle fluviale con il letto del vecchio fiume interamente invaso dalla sabbia e con qualche cespuglietto verde a dare tenui pennellate di colore. Guadato il fiume di sabbia, notiamo che si stanno avvicinando velocemente incredibili campanili naturali e ci riscopriamo a camminare naso all'aria per ammirare queste splendide sculture ! Ogni tanto, comunque, abbassiamo lo sguardo per ammirare le molte pitture rupestri che abili artisti del passato hanno deciso di tramandare fino a noi. Antilopi, uomini muniti di archi, scene di caccia e di pastorizia e tante, tantissime mucche. Il cielo e' sempre coperto ed il vento continua a soffiare.
Ci fermiamo a riposare e subito ci stravacchiamo tutti per terra; qualcuno offre frutta secca ed altre ghiottonerie che i tuareg, golosi come sono, non rifiutano mai ! Ad un certo punto notiamo, in fondo alla velle, un certo movimento: sono gli asini con gli asinai che fanno oggi lo stesso nostro itinerario, che ci raggiungono e che ci superano, fra gli scatti delle nostre macchine fotografiche ed i sorrisi dei tuareg piu' giovani. Si allontanano veloci mentre noi riposiamo ancora un poco. Poi riprendiamo anche noi il cammino che ci conduce lentamente verso una zona splendida, forse quella che personalmente ricordo con piu' piacere, Tin Tazarif.
Verso le 11 e 30, mentre risaliamo un'alta duna, un breve spiraglio di sereno ci regala la vista sulla favolosa valle appena attraversata. Restiamo fermi immobili, a meta' duna, incantati da tanto splendore ! Pochi istanti poi continuiamo a salire e, quando arriviamo in cima, lo stupore cresce ancora ! Tanti, enormi torrioni giallo-grigi di roccia segmentata in senso orizzontale nascono direttamente dalla sabbia chiara. Saliamo agilmente lungo il fianco a gradoni di uno di questi torrioni e restiamo ammaliati nel volgere intorno lo sguardo: tutto intorno a noi si stende una vera e propria citta' ! Campanili, edifici grandi e piccoli, viali, vicoli e piazzette si allungano a perdita d'occhio. Troppo bello !
Proprio qui sotto i tuareg hanno gia' scaricato gli asinelli: li vediamo fermi immobili nel tentativo di recuperare un po' di forze, con le palpebre abbassate ed i colli allungati in avanti !
Prima di pranzo ognuno di noi si sceglie un posto dove montare la propria tenda, chi sceglie un vicolo e chi una piazzetta !Poi ci riuniamo e divoriamo ogni cosa che Ali' ci porta. Le nubi si stanno diradando ed al loro posto un magnifico cielo blu ci saluta dall'alto.
Dopo aver mangiato, chi non si appisola, cullato dal bel tepore che il sole porta con se', si unisce ai tuareg per assistere alla preparzione del loro pasto: sul fuoco bolle una zuppa dentro un pentolone annerito e nel quale rovesciano della pasta che non tirano mai via. Passano molti minuti e noi chiediamo ironicamente se per caso la pasta a loro piaccia "al dente" .... e loro ridono come matti alla battuta di Abdul " No, non e' ancora pronta ... non abbiamo i denti, noi ... !!!" il volto nerissimo su cui spiccano enormi dentoni candidi ! La loro risata contagia immediatamente anche noi e tutti insieme non riusciamo piu' a smettere di ridere !!!
Un paio di ore dopo Laid ci chiama per l'esplorazione del circondario. Assieme a noi vengono due ragazzi, Mohammed e Cher, avidi di conoscere i segreti delle pitture del loro territorio: ascoltano con attenzione ogni parola di Laid e guardano incuriositi i nostri apparecchi fotografici. Amano farsi riprendere e la loro istintiva timidezza lascia lentamente il posto al piacere sincero di stare insieme a noi.
Prima del calare delle tenebre facciamo rientro al campo, dove i tuareg ci hanno aspettato per regalrci lo spettacolo di uno dei loro fantastici riti del deserto: la preparazione della "taghella", ovvero il pane cotto sotto la sabbia. Uno di loro inizia ad impastare in un recipiente farina bianca, acqua e sale; quando la pasta ha raggiunto una bella consistenza elastica, il panetto viene adagiato sulla sabbia vicino al fuoco, in una zona precedentemente ripulita dalle braci. Viene quindi ricoperto completamente dalla sabbia: restera' li' sotto per quaranta minuti, durante i quali noi scattiamo varie foto e parliamo di tante cose.
E' buio quando finalmente il pane viene estratto dal suo forno: spezzato emana un profumino delizioso e la sorpesa e' tanta nello scoprire che non un solo granello di sabbia e' rimasto attaccato alla sua crosta croccantissima !
Dopo la taghella arriva la chorba e con essa inizia la cena. Poi e' il momento della musica, interrotta ad un certo punto dal gioco degli indivinelli. Il piu' carino l'hanno proposto loro a noi: cos'e' che nasce con le corna, poi le perde e quando muore ha di nuovo le corna ? Provate ad indovinare ... noi ci siamo riusciti, ma non e' stato facile !!!!! Un piccolo aiuto ? I tuareg sono un popolo che vive molto a contatto con la natura e la sa osservare bene ....

Venerdi' 30 Dicembre
Questa mattina e' previsto un giro ad anello che ci riportera' qui al campo per pranzo, cosi' la sveglia suona un po' piu' tardi del solito, ovvero alle 7 e 30. La notte e' stata calda e priva di vento ma appena ci alziamo il vento ricomincia a soffiare e ci raffredda.
E' magnifica tutta la zona intorno a Tin Tazarif e, nonostante il cielo tutto coperto, ci fermiamo diversi minuti ad ammirare una spettacolare valle che pare una immensa colata lavica, a ricordarci l'origine vulcanica di tutta l'area sahariana.
Al campo pranziamo e riposiamo, poi riprendiamo il cammino dopo aver salutato i tuareg, gli asini e ... Nunzia ! Seguira' gli asini Nunzia, e vivra' un'esperienza unica ! Ci fara' morir dal ridere quando alla sera ci raccontera', con la sua simpaticissima parlata, di come ha dovuto correre per tutto il tragitto, raccattare al volo la roba che gli asini perdevano, con gli occhi fissi al terreno per non imbalzarsi e di come l'abbiano poi caricata con una tanica da 20 litri e fatta scendere per le umide e scivolose pareti di una guelta profonda, dalla quale ha dovuto riemergere praticamente da sola e riportare sempre da sola al campo la tanica piena e pesante la meta' del suo stesso peso corporeo .... una passeggiata insomma !!!
Mentre Nunzia suda per stare dietro agli asini, mentre noi camminiamo tranquilli, belli riposati e coi sorrisi stampati in faccia pensando: "... ah, che fortunata Nunzia, che bella esperienza che stara' vivendo ! Ha avuto proprio una bella idea !!", splendidi paesaggi ci sfilano accanto. Archi maestosi, immensi corridoi ventosi, aperture anguste, cunicoli, feritoie, pitture ed uno spettacolare anfiteatro rimarranno per sempre impressi nelle nostre menti.
Alle cinque raggiungiamo Sefar, uno dei siti archeologici piu' importanti del Tassili N'Ajjer e di tutta l'Algeria. Due ampi corridoi paralleli, separati da muri rocciosi alti una trentina di metri, ospitano il nostro campo e sul loro pavimento di morbida sabbia montiamo le tende prima del buio.
Ci raduniamo quindi attorno alla stuoia: fa molto freddo ma il vento pare abbia trovato finalmente pace e non soffia piu'. Dopo la chorba, questa sera Ali' ci emoziona con degli ottimi spaghetti ai formaggi ! E dopo cena tutti i tuareg si radunano attorno al nostro fuoco, arrivando un poco alla volta dopo aver terminato le loro mansioni. Ci scaldiamo battendo le mani a ritmo coi loro canti: questa sera abbiamo un ospite di eccezione, un giovane tuareg del Niger dalla voce splendida che, quando intona i canti del Niger, volge la testa in direzione del paese natìo !
I canti si susseguono numerosi ... ma poi viene il nostro turno ... e noi ci superiamo cantando "Heidi" e "Gig, robot d'accaio" ... che roba !!!!! Da morir dal ridere !!!
Alle 10 appena passate salutiamo tutti e ci ritiriamo nelle nostre tendine. "A demain, inshallah ....."

Racconto tratto dal sito http://digilander.libero.it/antoniotaddia
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