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ALGERIA - Trekking nel Tassili N'Ajjer PDF Stampa E-mail
Scritto da Taddy e Gloria   
Indice degli Articoli
ALGERIA - Trekking nel Tassili N'Ajjer
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Lunedi' 2 Gennaio
Questa appena passata e' stata senz'altro la notte piu' fredda da quando siamo partiti da Djanet. Ci svegliamo come di consueto alle 7, intirizziti; alle 7 e 30 facciamo colazione ed alle 8 siamo pronti per partire ... solo che i tuareg continuano a discutere, non hanno ancora preso una decisione !! Non e' che abbiano parlato tutta la notte, e' ovvio, ma appena alzati hanno ripreso a disquisire ! Omar ci spiega che c'e' stata una specie di "guerriglia" fra loro per decidere su chi dovesse decidere per tutti, hanno tirato fuori discorsi circa le loro eta', l'importanza delle varie famiglie di provenienza, i gradi di nobilta' o cose di questo tipo ... insomma, abbiamo alzato un gran polverone ma non possiamo tornare indietro. Abbiamo anche detto che a questo punto saremmo pure disposti a lasciar perdere, ma ormai loro vanno avanti per la loro strada e non ci ascoltano piu' !
Nel frattempo il sole sta mandando i suoi raggi ad illuminare la valle ed anche il cipresso inizia a proiettare la sua ombra. Lentamente il freddo si placa e assieme ad esso, finalmente, anche i toni dei tuareg tornano sereni: la decisione e' presa. Oggi si andra' a Ozeneare', a circa 8 km in linea d'aria da Jabbaren, dove arriveremo, rispettando i piani di Kel 12, domani sera.
Alle 8 e 30 saremmo pronti, se non fosse che ancora nessuno e' andato a prendere gli asini, che si allontanano parecchio durante la notte, pur avendo le zampe anteriori impastoiate ! Oggi e domani asini e asinai seguiranno esattamente la stessa nostra strada poiche' l'unico a conoscere la zona e' Laid, la guida.Guelta
Finalmente, alle 9 passate, tutto e' pronto e noi ci mettiamo in marcia. Siamo dispiaciuti per come sono andate le cose, abbiamo timore che si siano guastati i rapporti prima cosi' fraterni coi nostri tuareg, ma per il momento camminare ci fa bene e la mente si libera presto dai brutti pensieri.
Camminare e' veramente un'ottima terapia ! E' la cosa piu' semplice che un uomo possa fare, camminare, ma e' una cosa meravigliosa: sentire ogni singolo muscolo contrarsi e poi rilassarsi, prestare attenzione al respiro, accorgersi dei polmoni che si riempiono e si svuotano, udire il fruscio dei pantaloni e lo scricchiolìo degli scarponi sul terreno, predisporre i sensi a percepire tutto cio' che ci accadde intorno, udire piccoli suoni, annusare lievi odori e godere anche dell'immobilita' del paesaggio che ci circonda, abituati come siamo a vedere tutto in movimento. In poche parole, camminando prendiamo coscienza di noi stessi e del nostro corpo, cosa che ci dimentichiamo spesso di fare durante la vita di tutti i giorni, nelle nostre citta' e nei nostri uffici. Camminare a noi fa un effetto particolare: ci fa sentire vivi !
Ed e' cosi che, camminando, scendiamo nel letto di un vasto uadi e ci lasciamo superare dagli asini: i ragazzi giovani rimangono indietro per fare la strada con noi e si fanno fotografare tutti sorridenti ai piedi di un paio di bellissimi cipressi che incontriamo lungo la via. Lasciamo poi l'uadi e risaliamo un pendio roccioso, attraversiamo una piazzetta chiusa fra alte rocce ed arriviamo in breve in vista del campo. In tutto abbiamo camminato 3 ore e percorso circa 9 km.
Quando arriviamo al campo, ci accorgiamo che i tuareg sono "in sciopero" ... ! Non ci hanno preparato il pranzo e se ne stanno sdraiati ognuno per conto proprio. Christian raccoglie qualcosa da mangiare in un sacco ed insieme ci allontaniamo mesti in direzione di una guelta nascosta fra le rocce. Le guelte sono cisterne naturali di acqua piovana che resistono a lungo grazie alle temperature non elevate della zona in questo periodo e grazie al fatto che spesso sono situate in profondita' o, come in questo caso, all'ombra per gran parte della giornata. Da quando due taniche d'acqua buona sono andate rotte durante il trasporto, i tuareg raccolgono quest'acqua anche per noi: la beviamo da diversi giorni e per ora stiamo tutti bene. Fa un certo effetto, pero', osservare questa guelta e pensare che ne beviamo l'acqua ! Il colore verdastro e la schiumetta che galleggia sopra non e' certo rassicurante ... ma dobbiamo ringraziare di avere almeno questa fonte ! Mentre bevo dalla mia borraccia trasparente, noto in controluce alcune larvette nuotare allegramente e da questa osservazione sono nate le frasi di Gianki divenute mitiche "Ragazzi, masticate bene quando bevete !!" e "Questa sera a cena ... gamberetti !!". Tutto sommato, infatti, siamo talmente rilassati che non ci importa nulla dell'acqua che stiamo bevendo. Domani mattina, pero', filtreremo con quello che ci capita sotto mano l'acqua prima di versarla nelle borracce !!!
Dopo aver pranzato con pane, prosciutto, formaggio e biscotti, ci sdraiamo al sole e riposiamo per un'oretta. Poi torniamo al campo e montiamo le tende. Una parte del gruppo si prepara quindi per visitare la zona al seguito di Laid, mentre io e Taddy restiamo al campo per redigere il quaderno di viaggio. Tutto e' tranquillo attorno a noi ed e' troppo bello osservare gli asini brucare quel poco che riescono a trovare, piccole macchioline grigie sullo sfondo giallo della sabbia.
Le ore passano in fretta e la luce meravigliosa della sera inizia a colorare il panorama superbo che si stende davanti a noi: una lontana cintura di roccioni si fa incandescente ed il contrasto con la gialla pianura semidesertica dove ci troviamo noi e' favoloso. Saliamo su un'altura per ammirare il tramonto che tinge di rosso e di viola il cielo ad ovest, mentre ad est il cielo e le rocce che sovrastano il campo diventano di un tenue, dolcissimo rosa. Non dimentichero' mai questa manciata di minuti, gli occhi spalancati per non perdere neppure una sfumatura, una tonalita', un attimo di gioia per il semplice essere qui.
Quando il buio avvolge ogni cosa col suo spesso mantello, accendiamo le nostre torce e ci avviciniamo alla stuoia per la cena: i ragazzi, nel fare rientro al campo, hanno raccolto delle belle fascine di legnetti e con questi riusciamo a tenere vivo il fuoco a lungo, cosa assai positiva visto che qui il freddo e' davvero pungente ! Ceniamo e dopo poco e' con estrema gioia che vediamo arrivare piano piano tutti i tuareg al nostro fuoco: si cantera' e si suonera' come le sere prima del "pasticcio" ... una cosa meravigliosa che ci rincuora tutti !!


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