arrowHome arrow Racconti di viaggi arrow Botswana arrow Botswana - Natura selvaggia, popoli e animali venerdì, 21 novembre 2008  
Menù principale
Home
Chi Siamo
Contattaci
Links
Directory
Forum
FAQ
Ricerca Avanzata
Refer
Help desk
Racconti di Viaggi
Racconti di viaggi
Album foto
News viaggi
Libri viaggi
Video di Viaggi
News viaggi rss2
Eventi
Itinerari
Italia
Europa
Asia
Login Utente
Musei
Louvre
Hermitage
British Museum
National Gallery
Galleri degli Uffizi
Musei Vaticani
Museo del Prado
La nostra directory
Agenzie di Viaggio (18)
Agriturismo (20)
Alberghi (29)
Bed and Breakfast (24)
Camping (1)
Informazioni Turistiche (24)
Pubblicazioni (1)
Residence e Appartamenti Vacanze (11)
Ristoranti (1)
Servizi viaggi (3)
Siti di Viaggi (33)
Viaggi da Single (1)
Viaggi di nozze (1)
Viaggi in aereo (5)
Viaggi in coppia (0)
Viaggi in Famiglia (0)
Viaggi per disabili (0)
Viaggiare Sicuri (8)
Offerte Viaggi
Italy Low Cost | Viaggi Sardegna | Ecovacanze | Offerte varie viaggi | Offerte Cadillactrip | Speed vacanze | Offerte Varie
Botswana - Natura selvaggia, popoli e animali PDF Stampa E-mail
Scritto da Taddy e Gloria   
Indice degli Articoli
Botswana - Natura selvaggia, popoli e animali
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6
Pagina 7
Pagina 8
Pagina 9
Pagina 10
Pagina 11
Pagina 12

Giovedi' 10 Agosto
Nottata spettacolare.
Con la luce del sole questo posto perde un po' del suo fascino spettrale e misterioso ma rivela colori inaspettati e davvero unici. Quando siamo pronti per partire circumnavighiamo l'isola lungo le sue coste orientali dove splendidi baobab dal tronco rosso sangue ci salutano coi loro rami contorti protesi al cielo. A piedi risaliamo gli appena venti metri di altezza dell'isola lungo un sentiero immaginario che corre parallelo ad un muro di pietre risalente all'era preistorica, eretto da chissa' chi e chissa' perche'. Ha la forma di una mezzaluna e vi sono stati trovati accanto vari manufatti di origine tuttora ignota. La vista dall'alto e' bellissima e lo sguardo spazia sul deserto bianco che ci circonda.
Una pista diversa da quella di ieri sera ci allontana da questa meraviglia del Botswana e ci porta al gate, sulla terra "ferma". Qui pieghiamo verso est su una pista molto lenta perche' dissestata, piena di buche insidiose che si celano sotto la folta ed alta erba gialla. Venti minuti circa e guadagnamo di nuovo il salar: la pista ora piega decisamente verso nord rimanendo parallela alla terra ed inizia la navigazione sul mare di sale, candido, piatto ed accecante. Fa una certa impressione procedere su questo terreno, solido ma al tempo stesso friabile, le zolle crocchiano sotto il peso del Nissan ed il sole riflette come sulla neve. Cerchiamo di seguire le impronte di pneumatici delle poche auto che ci hanno preceduto dopo la fine della stagione delle piogge ma non sempre e' cosa facile; spesso infatti le impronte ci porterebbero verso il centro del salar, in prossimita' del cosiddetto "occhio" dove la crosta di sale e' piu' sottile. Noi scegliamo di rimanere paralleli alla terra che scorgiamo sulla nostra sinistra poiche' anche se sotto di noi il terreno e' duro e resistente non possiamo sapere cosa ci aspetta dieci o venti metri piu' a destra e quello che si rischia e' davvero eccessivo. Siamo soli qua in mezzo e la prudenza non e' mai troppa !

Sul finire della pista incontriamo delle piramidi di cemento dipinte di uno sgargiante arancione, colore molto visibile e percio' facile da seguire; alte circa un metro e mezzo e costruite nel 1988 per aiutare proprio chi si avventura su questa pista, ci terranno compagnia fino a raggiungere l'asfalto. Nel frattempo il terreno e' mutato gradualmente: lasciato il bianco abbagliante del sale ora corriamo su un terreno piu' scuro dove azzardano alcuni ciuffi di erba gialla che ci fanno tenerezza se pensiamo all'ambiente ostile in cui vivono. Poi l'erba prende il sopravvento e ci circonda completamente. La pista si trasforma incredibilmente in una larga "ruspata" tanto dritta e larga da sembrare addirittura la pista di atterraggio di un improbabile aeroplano e che poi, cosi' come e' iniziata, improvvisamente muore per lasciare il posto ad una sottile pista decisamente piu' congeniale al posto dove ci troviamo ! Una curva decisa verso destra e si torna sul salar, di nuovo seguiamo le tracce ben visibili di altre auto e dopo qualche km si incontra una pista a sinistra che torna sull'erba. Abbandoniamo definitivamente il salar alle nostre spalle per dirigerci con decisione verso l'asfalto che collega Zoroga a Nata. Nell'ultimo tratto di pista ci sono cunette molto ravvicinate che e' meglio prendere in velocita' (circa 60 km orari) per evitare eccessive sollecitazioni alle parti meccaniche del pick-up.
Il nerissimo nastro di asfalto ci conduce in poco piu' di 10 km a Nata, dove arriviamo affamati. Ci fermiamo a fare il pieno di benzina e poi pranziamo con cibi pronti scaldati al microonde, che ci sembrano una leccornìa, in un piccolo negozio dalla parte opposta della strada.
Tutto il pomeriggio ci vedra' impegnati nella corsa verso il confine fra Botswana e Zambia, ovvero verso la cittadina di Kasane; la strada e' dritta e noiosa ed e' frequentata per lo piu' da enormi camion che quando incrociamo ci fanno tremare. Ad un certo punto, pero', una bella sorpresa ci rallegra e ci fa notevolmente rallentare: un gruppetto di elefanti sta tranquillamente brucando le fronde degli alti alberi che fiancheggiano l'asfalto ! Poco dopo ci ferma la polizia stradale ... che ci fa una multa di 15 euro perche' stavamo superando di 15 km orari il limite consentito; distratti dalla buffa scenetta dei pachidermi non avevamo infatti visto il cartello !
Arriviamo a Kazankula e da qui in breve a Kasane dove, dopo vari colpi di clacson di altri automobilisti che a quanto pare non ci volevano fra i piedi, entriamo nel parcheggio del Chobe Safari Lodge. La bella ragazza nera alla reception, dopo averci elencato i prezzi delle varie sistemazioni, averci diligentemente descritto come erano composte le varie stanze ed averci mostrato su una mappa come raggiungerle ... ci dice che le stanze sono tutte piene ! In effetti noi le avevamo domandato quanto costavano le stanze e che differenze c'erano fra quelle che costavano di piu' e le altre ... e non se ce n'erano di libere. Quando le abbiamo posto quest'ultima domanda, solo allora ci ha risposto che erano tutte piene !! Poco male, il lodge ha anche una bella area pe il campeggio e cosi' ci portiamo verso una piazzola libera ed allestiamo il pick-up per la notte.
Questo lodge e' veramente molto bello, uno splendido complesso sulle rive dello Zambesi che in questo tratto scorre placido come un serpentone addormentato. Dopo una bella doccia calda assistiamo al magnifico tramonto sul fiume, le cui acque si trasformano per qualche minuto in pura seta dalle striature gialle, arancioni e rosse. Dopo il tramonto ci concediamo due birre fresche al bar poi ci sistemiamo al ristorante dove viene servita una cena al buffet per soli 13 euro a testa. Ceniamo di gusto assaporando saporito formaggio con eccellente vino rosso sudafricano, zuppa calda di patate, spadellata di carne e verdure e dolcetti vari. Lasciamo ai ragazzi che ci hanno servito acuni euro di mancia e loro ci ricambiano con file di dentoni bianchissimi.

Venerdi' 11 Agosto
Sveglia alle 6 e 30, colazione abbondante e poi si parte verso gli uffici del confine: qui ci rilasciano subito e del tutto gratuitamente il visto per uscire dal Botswana ed il foglio di via per l'automobile.
Ora siamo pronti per attraversare lo Zambesi, il confine naturale fra i due paesi quassu' al nord. Ci mettiamo diligentemente in coda per salire sul traghettino che fa la spola fra Botswana e Zambia, due paesi diversissimi abitati da gente, come avremo modo di imparare fra pochissimo, molto diversa. Per il momento siamo ignari di tutto e quando tre ragazzi si avvicinano sorridenti a noi e ci indicano dove andare con l'automobile, noi rispondiamo allegri, grati per la sollecitudine con cui lavorano gli addetti al traghettamento. Il traghetto arriva e dopo aver scaricato qualche camion ci fanno salire a bordo; i tre individui salgono con noi. Dopo pochi minuti siamo dall'altra parte e scendiamo in un mondo opposto a quello che abbiamo appena lasciato. Quello era tranquillo, pulito, ordinato e con poca gente; qui e' tutto sporco, c'e' un fermento pazzesco, non si capisce niente e noi restiamo per un attimo interdetti. Sappiamo che dobbiamo ottenere alcuni documento per poter circolare con l'auto sulle strade dello Zambia ma non sappiamo dove andare. Arrivano in nostro aiuto i tre individui: ci indicano dove posteggiare l'auto, dove andare per il primo documento e non ci lasciano neppure un secondo, non ci tolgono gli occhi di dosso. Noi entriamo nella penombra di un ufficio dove abbastanza velocemente ci rilasciano per 20 dollari americani la ricevuta del pagamento del traghetto. Quando usciamo i tre individui ci consegnano tre fogli che secondo loro sono i restanti documenti indispensabili. E qui scatta l'imbroglio: ci chiedono il rimborso per il lavoro che hanno cosi' volenterosamente svolto per noi (sui fogli c'e' il numero di targa del nostro Nissan, ovvero sono realmente stati fatti apposta per noi !) che ammonta ad un bel po' di quecia (la moneta locale). Ma noi non abbiamo che pula, euro e dollari americani con noi per cui, quando rendiamo partecipi di cio' gli individui, essi si illuminano tutti e ci fanno il calcolo del cambio: vogliono 90 dollari. Ormai consapevoli del pasticcio in cui ci siamo infilati con la nostra stessa leggerezza e con sempre piu' persone che ci fanno capennello intorno per vedere come andra' a finire la trattativa, iniziamo una disperata ritirata in un inglese un po' maccheronico che ci faccia uscire con ancora un po' di dignita' da questa assurda situazione. E' chiaro infatti che approfittano della nostra ignoranza circa il cambio attuale fra dollaro e quecia e che la cifra che chiedono e' abbondantemente superiore a quella che ci verrebbe richiesta in un ufficio di cambio serio. Cerchiamo di contrattare ma dato che di abbassare la somma non se ne parla allora tentiamo di giocare d'astuzia: controlliamo uno per uno i documenti che ci hanno consegnato e ne troviamo uno del quale la Lonely Planet non fa alcuna menzione: l'assicurazione dell'auto. Siamo certi che la Camping Car Hire ci copra i danni anche in Zambia e non vediamo perche' dovremmo essere costretti a pagare una seconda assicurazione qui: rifiutiamo dunque questo pezzo di carta e riusciamo a pagare 60 dollari. Sembrerebbe tutto a posto ed invece no ! Adesso cercano di venderci il "car levi" per cui sono necessari altri 60 dollari e non ci mollano, ci seguono come ombre e non ci fanno avvicinare all'auto. La situazione ha dell'incredibile, solo un'ora fa eravamo rilassati in un paese meraviglioso ed ora ci troviamo catapultati nella vera Africa, quella dove bisogna "lottare" sempre e comunque solo perche' tu sei quello ricco e loro quelli poveri che ti devono spremere per forza. Siamo stanchi ma non possiamo abbassare la guardia, gli individui ora si sono fatti minacciosi e se non fosse per quel meraviglioso sole africano delle 10 del mattino giuro che me la sarei fatta sotto dalla paura. Ci dirigiamo decisi verso l'ufficio di polizia davanti al quale ci ha portato nel frattempo il nostro tentativo di fuga ... e qui un omone serissimo ci consegna questo benedetto "car levi" per due dollari. Due dollari, capite ??? Due dollari ...... Usciamo con le labbra strette e le mani sui fianchi: sanno anche loro che li abbiamo smascherati ed allora cambiano tattica, cominciano a chiederci dei soldi non piu' a pretenderli ma secondo noi hanno avuto anche troppo e ora non ne possiamo davvero piu'. A larghe falcate guadagnamo finalmente il Nissan e ci chiudiamo dentro: ora possiamo partire da questo girone dantesco che e' il porto di confine con il Botswana !
Ecco la lista di cio' che effettivamente serve per entrare con la propria auto in Zambia, seguendo la via del traghetto di Kasane:
in Botswana:
timbro sul passaporto per uscire dal paese (gratis)
documento per l'esportazione temporanea del mezzo (gratis)
in Zambia:
ricevuta del pagamento del traghetto (20 USD, accettano SOLO dollari americani)
ricevuta del pagamento del "car levi" (10 pula o 5000 quecia, presso la polizia)
tassa di circolazione per l'auto (150000 quecia o circa 42 euro)
assicurazione chiamata "insurance goldman" valida un mese (100000 quecia)
visto della Zambia valido i giorni della permanenza per le persone e per l'auto (400 pula o 20 USD a testa). Per ottenere questo documento vi chiederanno:
il contratto di noleggio della vostra automobile
i documenti ORIGINALI dell'auto (ricordate di chiederli alla compagnia di noleggio della vostra auto !)
documento per l'espatrio temporaneo del veicolo
passaporto dell'autista.
Sulla strada ci rilassiamo e seguiamo le indicazioni per Livingstone, senonche' le disavventure non sono ancora terminate ! Dopo pochi chilometri incontriamo un posto di blocco: un militare con la divisa color cachi ci domanda i documenti e dopo averli minuziosamente controllati ci dice con aria sorniona ed annoiata che manca l'assicurazione. Non possiamo crederci, dunque serviva veramente questa stramaledetta assicurazione ??! Chiediamo al militare se ci lascia tornare al porto, ma lui risponde sempre piu' annoiato che senza l'assicurazione il veicolo non puo' circolare sulle strade dello Zambia. Restiamo in attesa senza sapere piu' cosa fare o cosa dire e per qualche minuto non succede nulla. Non possiamo restare ad un posto di blocco tutto il giorno, cosi' tentiamo una via diplomatica: io chiedo con una vocetta tremolante "Per favore ci aiuti, come possiamo fare ? E' la prima volta che veniamo in Zambia, non sapevamo che ci voleva l'assicurazione ... la prego ci dica come possiamo fare .... ". Questo sembra intenerire il militare che tutto ad un tratto diventa premuroso con noi e dopo aver parlato con un collega seduto vicino al bordo della strada, sale sul Nissan sistemandosi in mezzo a noi. Con lui possiamo tornare al porto, con lui a bordo un veicolo non assicurato miracolosamente puo' circolare per le strade dello Zambia ! Lungo la strada ci chiede da dove veniamo e poi ci racconta che nel suo paese gli italiani hanno fatto molti lavori di edilizia, ponti e dighe. Poi ci parla della sua famiglia e dei suoi figli disoccupati, si informa dove abbiamo noleggiato l'auto, insomma si chiacchiera allegramente come fra amici di lunga data ! Nel frattempo noi siamo intimamente sconvolti al pensiero di dover tornare cosi' presto in quel maledetto porto, ma cerchiamo di tirare dalla nostra parte il militare: gli domandiamo a quanto ammonta il cambio dollaro - quecia e lo annotiamo su un foglio di carta, finalmente abbiamo in mano qualcosa di concreto con qui far valere i nostri diritti ! Appena arriviamo al porto, senza farlo apposta ci raggiungono i tre soliti individui che ormai riconosceremmo in mezzo a mille persone: si avvicinano ed iniziano ad urlarci contro che non li abbiamo voluti ascoltare e adesso dobbiamo pagare loro quello che ci chiedono per ottenere l'assicurazione che ci fanno svolazzare davanti al naso. Noi prima ci facciamo piccoli piccoli ma poi tiriamo fuori la nostra carta, tutta da giocare: il nostro buon militare, che fino ad ora e' rimasto un po' in disparte guardando altrove, fischierellando quasi a dire "questi sono affari vostri, sbrigatevela voi". Noi invece lo chiamiamo in causa e gli facciamo ripetere davanti a tutti il cambio ufficiale. I tre brontolano che non e' cosi' e allora io mi avvio a passo deciso all'ufficio del cambio che vedo dietro al nostro gruppetto. Tutti mi seguono sbraitando e tutti entriamo nel piccolo ufficio, improvvisamente pieno di grida e di gente che gesticola. Il nero dietro al bancone ha un sorriso finto e strafottente stampato in faccia e non smette di sorridere in quel modo fastidioso che dice "credavate di fare i furbi vero ? ebbene, noi siamo piu' furbi di voi !". Avrei voluto tanto cavarmi una scarpa e sbattergliela sul muso: la scritta sulla lavagna verde che riguardava giusto giusto il cambio dollaro - quecia era chiaramente stato appena cancellata ed al suo posto era nata come per incanto una cifra spropositamente piu' bassa .... Pazzesco, di fronte a questo gruppo di uomini urlanti neppure un militare puo' avanzare argomenti di giustizia e noi siamo costretti a cadere nella rete e ad ottenere quecia ad un cambio per noi assai sfavorevole. Usciamo dall'ufficio sempre accompagnati da quell'odioso ghigno, mentre i tre fanno scivolare senza troppo nasconderlo un bel mazzetto di banconote nella tasca del militare che ovviamente non fa una piega. Lo ricarichiamo in auto e ci allontaniamo per la seconda volta dal girone dantesco.
Stremati ma finalmente in regola con tutto, scarichiamo il militare al suo noioso posto di blocco e continuiamo verso l'agognata Livingstone.
Raggiunto il paese tiriamo dritto fino ad entrare al Maramba Lodge, sulla strada per le famose cascate Victoria. Ci concediamo il lusso di una doccia calda e di un pranzetto leggero che hanno il potere di allentare la tensione accumulata, poi nel primo pomeriggio torniamo in paese. Qui vaghiamo a piedi lungo la strada principale su cui si affacciano grandi edifici non sempre in buono stato, allontanandoci per quanto possiamo da molte persone che ci propongono cambio in nero. Preferiamo fare le cosa in regola e ci dirigiamo verso un vero ufficio di cambio dove finalmente il dollaro ci frutta i giusti quecia. Scattiamo qualche foto ad un mercatino allestito su una via secondaria, colorato come tutti i mercati africani, quindi ci fermiamo nel cortiletto di un bar a bere qualche bottiglietta di birra locale dal buffo nome di "Mosi".
Rientrati al lodge prepariamo il pick-up per la notte poi ci portiamo sulla terrazza che si affaccia direttamente sullo Zambesi. Non e' raro che durante la notte qualche ippopotamo risalga le pendici erbose e venga a scorazzare fra le auto e le tende degli ospiti del lodge e ci sono infatti molti cartelli che informano della cosa: istruiscono le persone a comportarsi con rispetto nei confronti degli animali, per non spaventarli e non renderli quindi aggressivi. Per il momento non si vedono animali in giro e l'acqua scura scorre placida ad una ventina di metri sotto di noi. Foresta impenetrabile le fa da cornice sul lato opposto al nostro.
Mentre aspettiamo che si faccia ora di cena assistiamo all'accensione di un bel fuoco sulla terrazza: grossi rami vengono diposti a raggera per essere sospinti gradualmente verso il centro e le inesorabili fiamme. Ceniamo al ristorante sorseggiando vino rosso e poi ci ritiriamo nella nostra tendina. Che giornata .....

Racconto tratto dal sito http://digilander.libero.it/antoniotaddia



Ricerche
Google
Prenotazioni Alberghi
Link a Viaggi
Siti Portali
Alberghi
Tour operator
Ristoranti
Prenotazione On-Line
Viaggiare Sicuri
Ministero degli esteri
Passaporto
Ambasciate Italiane
Viaggiare in Aereo
Compagnie Aeree
Aeroporti nel Mondo
Viaggiare in Auto
Autostrade
Noleggio Auto
Bus
Viaggiare in Nave
Crociera Online
Riviste
Lonely Planet
Rough Guides
Viaggiare.com
Avventure nel Mondo
Repubblica Viaggi
Tiscali Viaggi
Excite Viaggi
Yahoo
Alice
Il sole24 viaggi
Olympia Viaggi
Corriere della Sera
Telefonare dall'estero
Rete GSM
Guide Turistiche
Guide Fiorentine
top of page

Scambio Banner