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MALI - Trekking nella falesia di Bandiagara PDF Stampa E-mail
Scritto da Taddy e Gloria   
Indice degli Articoli
MALI - Trekking nella falesia di Bandiagara
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Martedi' 30 Dicembre
Altra sosta, questa volta forzata, di un' intera giornata. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, ed infatti questa occasione si e' rivelata ottima per conoscere meglio l' ospitalita' sincera dei dogon. In una terra dove i turisti si spostano quotidianamente di villaggio in villaggio, senza soffermarsi nella conoscenza delle persone che vi abitano, la nostra sosta in un piccolo villaggio sara' ricordata senz' altro! E' solo cosi' che ho potuto vedere la preoccupazione delle persone del villaggio, che una dopo l' altra venivano ad informarsi sul mio stato, a portarmi un cuscino, una coperta, qualcosa da bere. Bisogna ammalarsi, dunque, per sentirsi piu' vicini a queste persone? Ovviamente no, bisogna solo essere un poco piu' profondi e cercare di approfondire il piu' possibile la conoscenza con loro. Non scorderemo mai queste persone, no davvero!

Abitanti di Youga-na

Mercoledi' 31 Dicembre
Finalmente sto meglio e possiamo pensare di continuare il nostro viaggio. Non abbiamo infatti la possibilita' di prolungare troppo la nostra permanenza in territorio dogon, anche se vorremmo tanto, poiche' la strada per tornare alla capitale e' molto lunga e, spostandoci utilizzando solo mezzi locali, dobbiamo avere buoni margini di tempo per non rischiare di perdere il volo di rientro in Italia.
Oggi dobbiamo arrivare a Bamba, circa 30 km da qui. Considerato il fatto che io sono convalescente ed accuso ancora forti dolori addominali, optiamo per spostarci con un mezzo davvero particolare...... e di cui non ci pentiremo!
Ogni villaggio possiede generalmente uno o piu' carretti che vengono trainati da buoi o asini: servono alle persone per portare le merci ai mercati nei villaggi vicini. Ebbene, e' per uno di questi carretti che stiamo ora contrattando con un uomo di Youga-na! Una volta raggiunto l' accordo, iniziano senza fretta i preparativi, mentre le persone si radunano numerose incuriosite per l' avvenimento: due turisti su un carretto?Il carretto
Arriva il bue, che in effetti non ha molta voglia di camminare oggi! Viene assicurato al carretto tramite un rudimentale piccolo giogo e, assicurati gli zaini al pianale di legno, siamo pronti per partire. Ma prima: la fotografia di rito al villaggio (solo gli uomini si fanno fotografare, in genere le donne si defilano!) con la promessa che manderemo le stampe una volta tornati in Italia!
E' bello lasciarsi portare da un bue; l' andatura e' lenta, ma tanto non c'e' fretta, l' importante e' arrivare!
Ci godiamo il panorama che scorre accanto a noi, rispondendo al saluto di decine di persone che ci guardano stranite. Siamo entrati in una zona che non e' piu' molto turistica ed infatti i volti dei bimbi sono ancora piu' increduli.
La falesia si sta lentamente disgregando; non appare piu' come un' unica lunga parete serpeggiante ma si sfalda in tanti spuncioni di roccia rossissima.
Ad un certo punto ci troviamo ad attraversare un villaggio in festa: un breve corteo di uomini che suona arcani strumenti vegetali si rallegra per l' avvenuta circoncisione di alcuni bimbi. Almeno i maschietti vengono festeggiati, le femmine invece.......
Ogni tanto il carrettiere tocca la base della coda del bue, e questi parte in una corsetta buffa!
Verso il tardo pomeriggio arriviamo a Bamba, dopo 7 ore trascorse sul carretto. Il villaggio si allarga alla base di una spettacolare piramide rocciosa che nasce come per incanto dalla pianura circostante. Si vede bene il grande letto di un fiume ora in secca ma che durante la stagione delle piogge si riempira' creando non pochi problemi alla gente di Bamba. Il campament dove arriviamo e' deserto; mentre il bue viene finalmente liberato e condotto a pascolare beato, il nostro carrettiere va verso il villaggio a chiamare qualcuno. Torna dopo che noi abbiamo montato la tenda sul tetto, in tempo per assistere ad una scena che ci tocchera' il profondo dell' anima!
Un gruppetto di bambine, di ritorno dal fiume o dal pozzo piu' vicino e dunque cariche di secchi colmi d' acqua, si ferma sotto il nostro tetto e domanda i nostri nomi. Provano a ripeterli: an-to-nio, glo-ria e subito ne fanno un gioco, una musica, una canzone. Iniziano a battere ritmicamente le manine cantando "antoooonio-glooooria, antoooonio-glooooria, antoooonio-glooooria" dando vita ad una canzoncina che ripeteranno all' infinito e che continueremo a sentire provenire dal villaggio nelle ore piu' tarde!! Impossibile dimenticare!!!
Gli uomini sopraggiunti ci allestiscono in breve una sala da pranzo in perfetto stile dogon: tavolino con tovaglia colorata di tessuto, sedie di legno, bacinella per lavarsi le mani, secchio pieno di bibite fresche. Unica differenza dagli altri villaggi: da qui in poi non si trovano bottiglie di acqua minerale! Siedono tutti con noi, saremo in tutto una decina, ed iniziamo a conversare come fossimo amici di lunga data. Ci guardano con curiosita' poiche' qui davvero di turisti ne passano pochi. Ceniamo con riso e sugo al pomodoro e, dato che le loro quantita' sono sempre piuttosto abbondanti, quando siamo sazi offriamo loro il resto del riso: non aspettavano altro! Si gustano questo inaspettato pasto con gioia, essendo abituati a mangiare sempre e solo il porridge, impasto di farina di miglio e acqua. Gli alimenti piu' ricchi, come pasta e riso, vengono infatti conservati esclusivamente per i turisti.
E' cosi' che festeggiamo l' ultimo giorno dell' anno, in compagnia di gente sconosciuta ma che pare di conoscere da sempre. Ci ritiriamo in tenda sotto un firmamento perfetto, con suoni di tamburi in lontananza a farci da colonna sonora!

Abitanti di Bamba

Giovedi' 1 Gennaio 2004
Ci rimangono da coprire circa 60 km per concludere la falesia. Io sto bene ma farli a piedi richiederebbe troppi giorni. Il carretto potrebbe essere una soluzione ma abbiamo altro in testa. Abbiamo sparso una voce fra la gente di Bamba, che come sospettavamo ha animato gli animi! E' possibile noleggiare una moto da enduro? Quando questa mattina siamo scesi dal tetto per la colazione, c' erano gia' diverse persone ad attendere l' avvenimento della giornata: la lunga contrattazione per il noleggio di una moto ai due turisti bianchi!Donne lungo la pista
Il carrettiere, infatti, che e' rimasto a dormire al campament con noi e che oggi lentamente fara' ritorno al suo villaggio, si e' dato un gran da fare per cercarci una moto.... e l' ha trovata! A dire il vero le moto devono essere due, per permettere ai rispettivi proprietari di fare ritorno a Bamba con entrambe le moto. Inizia cosi' la lunga discussione sul prezzo, mentre molti del villaggio si sono riuniti qui e dicono la loro, dando ragione ora a noi ora al loro paesano; Taddy scrive i consumi ed il prezzo della benzina, fa un calcolo per le due moto, ricarica il tutto per garantire un guadagno sufficiente ai due ragazzi: lancia la sua offerta. I due, ovviamente chiedono il doppio, cosi', dopo aver chiesto di vedere le moto, controllato che tutto funzioni (il freno anteriore non c'e'!) si giunge ad una conclusione. Che gioia i preparativi, che sorrisi sulle facce della gente, che agitarsi di braccia dietro a noi una volta che siamo pronti e partiamo!!!
Inizia una nuova avventura, in sella ad una Yamaha 125 bianca e blu. La pista e' spesso sabbiosa e il procedere difficile, ma ci divertiamo. Incontriamo decine di persone e tutte alzano il braccio in segno di saluto; alcuni bimbi fuggono spaventati; un gruppo di donne con enormi carichi sulla testa e piccoli fagotti sulla schiena si fa fotografare accanto alla moto.
Il panorama e' sempre piu' piatto e ci lasciamo decisamente alle spalle la falesia, la nostra cara falesia, che ci ha fatto da casa in tutti questi giorni! In 3 ore e mezzo copriamo i km che ci separano da Douentza e quando vi giungiamo restiamo interdetti dalla folla di persone, cui non siamo piu' abituati.
Offriamo da bere ai ragazzi, saldiamo con loro il nostro conto e li seguiamo con lo sguardo mentre fanno dietro front per tornare al loro villaggio.
Douentza si trova sulla strada asfaltata che congiunge Gao a Mopti e sulla quale passa di rado qualche fuoristrada e qualche auto sgangherata. Attendiamo qui un taxi brousse, che stranamente arriva dopo solo un' ora. E' un furgoncino dove ci stipiamo in trenta; i passeggeri sono soprattutto tuareg e peul. Sul tetto vengono caricate fascine di legna, sacchi enormi, addirittura un motorino, che ad ogni sosta sale sempre piu' in alto perche' vengono caricate altre fascine ed altri sacchi!
Al primo posto di blocco ci fermiamo una mezz' oretta: nessuno a parte noi due, infatti, ha un documento d' identita' e tutti devono pagare una multa (non capiamo se e' solo un modo di fare soldi del funzionario o se e' la prassi, fatto sta che le polemiche non si placano neppure quando finalmente ripartiamo!!). Quindi il viaggio prosegue sorprendentemente veloce, con solo una sosta significativa per far riposare i passeggeri, che scendono a sgranchirsi le gambe. In un' altra occasione scarichiamo persone e carichiamo capre; poi arriviamo a Sevare' dove scendono tutti. Noi soli proseguiamo fino a Mopti, dove giungiamo al calar del sole.
Troviamo una camera all' hotel Le Fleuve, subito dietro al piu' bello e famoso hotel Kanaga. In quest' ultimo ceniamo per poi ritirarci a dormire.

Venerdi' 2 GennaioPinasse sul Niger
Visitiamo Mopti, considerata la Venezia del Mali, in quanto si sviluppa sul fiume Niger ed accoglie il porto fluviale piu' importante del paese. Da qui, infatti, partono le grosse imbarcazioni dirette a Timbuktu, nel cuore del Sahara, cariche di ogni tipo di merce (anche di turisti!) e qui fanno rientro con grosse lastre di sale. A Mopti vivono diverse etnie, riunitesi in tempi lontani per motivi commerciali. La piu' interessante e' secondo noi quella dei Bozo, pescatori che hanno costruito i loro semplici villaggi lungo il Niger ed il Bani, che proprio qui a Mopti si incontrano.
Il mercato lungo il porto e' animato ma molto molto sporco; sara' forse perche' siamo stanchi, ma rimpiangiamo i bei mercati dei dogon, senz' altro piu' puliti. Purtroppo l' Africa e' cosi': dove si raduna la civilta', costituita da persone per lo piu' molto povere, si crea una sporcizia inverosimile; per ritrovare la pulizia bisogna addentrarsi nella natura, dove le persone sono pure molto povere ma non possiedono neppure cose superflue da gettare per terra!
Un ritrovo immancabile per i turisti che visitano Mopti, se non altro per liberarsi almeno momentaneamente degli assatanati giovani del posto che si propongono come guide, e' il bar Bozo; una vasta terrazza coperta che si affaccia sul porto, dove poter mangiare e bere qualcosa di fresco. Il servizio e' il piu' lento di tutto il Mali, ma il cibo non e' male.
Ed e' qui, al bar Bozo, che il Mali ci ha fatto un altro bellissimo regalo! Marina ed Orietta, due sorelle di Venezia, nostre compagne di viaggio in Libia ed in Marocco, sono arrivate qui col loro gruppo... ed incontrarsi e' stato fantastico! Abbiamo chiacchierato a lungo sulle nostre diverse esperienze in queste terre e quando ci siamo salutati abbiamo riso del fatto che ci si incontra sempre in Africa e mai in Italia!!
Ultimo appuntamento a Mopti e' quello intimo col fiume: un giretto in pinasse nelle ultime ore del giorno e' qualcosa di imperdibile! Mentre noi scivoliamo privi di peso (anche perche' non remiamo noi!!) sulle acque calme del Niger, i Bozo si preparano per la sera; accendono fuochi, si lavano, raccolgono fascine, fanno rientro con le imbarcazioni dopo la pesca. Una serie di immagini antiche che si ripetono sempre uguali; semplici, poveri movimenti carichi di vita. Uno splendido tramonto macchia le acque di giallo oro.

Sabato 3 Gennaio
Ieri avevamo comprato i biglietti della corriera per Segou: lentamente ci stiamo riavvicinando a Bamako.
Abbiamo optato per la Bani, compagnia di corriere piuttosto pulita e veloce. E che si e' rivelata pure puntale: alle 7 e 30 precise ci siamo mossi da Mopti!
Il viaggio e' stato tranquillo e privo di tutte le mille fermate della compagnia scelta all' andata!
A meta' giornata arriviamo a Segou, dove troviamo una stanza all' hotel Auberge, pulito, con una bella piscina in un giardinetto molto grazioso dove praticamente trascorriamo il pomeriggio ripensando ai bei momenti trascorsi in questo viaggio.
A cena ci concediamo il lusso di una pizza al ristorante dell' hotel Le Djoliba: davvero buona considerato che siamo in Africa!

Domenica 4 Gennaio
Oggi proviamo un' altra compagnia di corriere maliana: la Somatra, abbastanza buona, veloce e puntuale come la precedente! Si parte presto al mattino e si giunge nel primo pomeriggio a Bamako. Taxi fino all' hotel Tamana, nella zona dell' ippodromo.
Il caos della citta' ci tramortizza, sembriamo due pupazzi trasportati dagli eventi. Quando alla fine arriviamo al nostro hotel ci lasciamo cadere stremati su fantastiche panchine di legno in un fantastico giardinetto all' ombra di fantastici alberoni veramente enormi! L' hotel Tamana e' infatti un bellissimo albergo, su due piani, con belle maschere appese alle pareti e bei tavolini di legno lavorato.
Dopo una bella doccia ristoratrice, andiamo a pranzo al San Toro che si raggiunge a piedi in 10 minuti: mangiato divinamente! Ottimo il pollo alle cipolle. Non servono alcoolici ma hanno splendidi succhi di frutta.
Nel pomeriggio, riposo totale con puntatina ad un vicino internet cafe'!
Cena al Bla Bla bar con ottimi spiedi di carne alla griglia e patate fritte: dall' altra parte della strada rispetto al nostro hotel!

Lunedi' 5 Gennaio
Sebbene sia il nostro ultimo giorno di vacanza, abbiamo deciso di regalarci ancora qualcosa di speciale.
Dopo aver sbrigato le pratiche di check in al comodissimo ufficio dell' Air France in centro a Bamako, abbiamo camminato in lungo e in largo per le sovraffollate vie di Bamako, dove la gente vive letteralmente per strada. Cucina, dorme, fa la cacca, insomma..... tutto vien fatto all' aria aperta e sotto gli occhi di tutti!
Quando il calore si e' fatto eccessivo, poi, ci siamo rintanati in un posticino meraviglioso, che ci ha proiettato in un mondo lontanissimo da qui: un po' come fare un viaggio nel viaggio!
Abbiamo pranzato, infatti, al ristorante thailandese Soukhothai, in un atmosfera orientale, con musica orientale, pulitissimo, con portate eccellenti ed un servizio impeccabile! Un po' caro, a dire il vero... ma abbiamo voluto esagerare: siamo in vacanza, no?
Ed e' con questo sapore di Africa un po' "orientale" che ci apprestiamo a salire a bordo dell' aereo che ci riportera' a casa: i nostri cuori sono pieni di ricordi meravigliosi!


Racconto tratto dal sito http://digilander.libero.it/antoniotaddia



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