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Namibia - Parchi e remoto Kaokoveld 4x4 PDF Stampa E-mail
Scritto da Taddy e Gloria   
Indice degli Articoli
Namibia - Parchi e remoto Kaokoveld 4x4
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Lunedi’ 23, Martedi’ 24, Mercoledi’ 25 Dicembre
All’ alba si parte per un breve giro all’ interno del parco, su strade sabbiose, entrando e uscendo ripetutamente dalla boscaglia. Pochi sono gli incontri con la fauna locale e il tempo e’ piovoso, ma siamo in vacanza e non c’e’ spazio per la tristezza! Ci rifaremo senz’ altro nei giorni a venire!!
Nel primo pomeriggio, partiamo decisamente verso nord, alla volta di uno dei parchi africani piu’ grandi e ricchi di animali, l’ ETOSHA NATIONAL PARK, visitabile con la propria automobile. Al suo interno si trovano 3 bellissimi campeggi, in ciascuno dei quali consigliamo di trascorrere almeno una notte.
Il parco si presenta come una enorme distesa pianeggiante, solo punteggiata da una rada vegetazione, percorsa sul suo lato meridionale da tante stradine bianche che si intrecciano, si uniscono, si allontanano in una sorta di grande gioco dove i partecipanti vagano senza una meta apparente alla ricerca costante di qualche animale! Cosi’ entriamo in questo mondo fantastico, adattandoci immediatamente alla vita che riempira’ i nostri prossimi giorni.

Etosha - Sprinbok

A pochi Km dall’ ingresso facciamo la conoscenza con alcuni SPRINGBOK, piccole e graziosissime antilopi che spiccano balzi verticali tenendo le zampette rigide e la schiena arcuata. Non sono affatto spaventate dalla nostra presenza, ben sapendo di non dover considerare gli esponenti della specie umana alla stregua di possibili predatori.Questa caratteristica accomuna un po’ tutti gli animali dell’ Etosha e fa veramente bene al cuore sapere che esistono posti come questo dove uomo e animali possono convivere pacificamente. Incontriamo in un solo giorno decine di angolosi GNU, ZEBRE coi loro puledrini nati da poco, GIRAFFE maestose dallo sguardo dolcissimo, un solitario e tranquillo ELEFANTE, splendidi ORICI dalle lunghissime corna dritte ed assai pericolose per i leoni ... ed un enorme LEONE intento a finire il suo pasto! Etosha - ElefanteDescritto cosi’ sembra tutto un po’ freddo, ma non si puo’ immaginare l’ emozione di scoprire uno dopo l’ altro animali che si sono fino a quel momento visti solo in foto o in documentari televisivi: c’ e’ il loro odore, ci sono i loro versi, si respira la stessa aria...e in certi momenti ti senti uno di essi perche’ vivi le loro emozioni, la paura del predatore dietro il cespuglio e’ tangibile e lo si capisce dai loro occhi, dai loro movimenti, dal loro stare continuamente nel branco. E’ vietato uscire dal proprio mezzo e ogni tanto una pietra recante la scritta “stay in your car” lo ricorda a tutti, ma vi assicuriamo che non viene davvero la voglia di scendere e farsi un bel giretto a piedi: ti senti una preda allo stesso modo di un impala e di uno gnu! E’ un’ emozione troppo bella e forte e viverla per 3 giorni di seguito ha fatto si’ che dai nostri occhi scendessero lacrime di perdita al momento di abbandonare il parco!!
Siamo stati nell’ Etosha per 3 giorni appunto, dormendo la prima notte nel campo di NAMUTONI, che si sviluppa intorno ad un candido ex fortino tedesco; la seconda notte al campo di HALALI, il cui nome in tedesco indica il suono del corno che chiudeva la caccia e il cui significato in afrikaner indica come qui la caccia sia finita per sempre; la terza notte al campo piu’ meridionale di OKUAKUEIO, dove dall’ alto della sua torre si gode lo spettacolo di un indimenticabile tramonto africano.Ogni campo ha la sua pozza, riempita artificialmente per assicurare l’ acqua agli animali anche nei periodi piu’ secchi. Protetti da reti e palizzate, i visitatori rimangono in rispettoso silenzio nella speranza di veder scivolare verso la preziosa acqua qualche amico a 4 zampe. Il piu’delle volte l’ attesa da’ i suoi buoni frutti e allora gli occhi si spalancano, la mente si libera e ogni senso si adopera per imprimere il piu’ possibile nella memoria questi attimi fuggenti che solo la natura sa donare. Sono rimasti mitici i nostri incontri con il RINOCERONTE e con un mastodontico ELEFANTE alla pozza di OKUAKUEYO.

Save The Rino TrustGiovedi’ 26 Dicembre
Usciti a malincuore dal grande parco, ci dirigiamo verso nord-ovest, con l’ intenzione di visitare la terra dei DAMARA, il DAMARALAND appunto. E’ questa una delle 11 etnie ancora presenti in Namibia con le sue antiche tradizioni; anche se molte di queste si sono perse nel corso degli anni (come il nomadismo), hanno mantenuto per esempio il loro linguaggio tribale, davvero caratteristico ed indimenticabile! Infatti presenta, oltre alle normali lettere alfabetiche, alcuni “suoni” (detti CLIC) prodotti premendo la lingua su palato, denti o lati della bocca ... rimaniamo incantati ad ascoltarli conversare, dopo aver superato il primo momento di stupore durante il quale pensiamo che ci stiano prendendo in giro!!
Dopo un tragitto piuttosto lungo, durante il quale facciamo rifornimento di acqua e benzina, raggiungiamo in serata il territorio chiamato PALMWAG (19°53’09”S 13°56’13”E), dove si trova il Palmwag Lodge, gestito da tedeschi e meta della giornata.
Rimaniamo stupefatti dallo scoprire che non c’e’ posto! Sapevamo, infatti, che era necessario prenotare i vari lodge sul nostro itinerario, ma pensavamo che non ci fossero particolari problemi a trovare posto, considerando anche il fatto che non abbiamo visitato la Namibia in periodo di alta stagione (agosto). Non abbiamo pero’ considerato le grandissime distanze che separano i vari lodge e che inevitabilmente radunano i pochi turisti nei pochi lodge sparsi sul territorio! Un consiglio? Telefonate sempre almeno 1, 2 giorni prima al lodge dove volete dormire!!
Ad ogni modo, a noi non e’ andata male, in quanto ci siamo dati un po’ da fare ed abbiamo trovato un incantevole “campeggio” molto vicino al Palmwag Lodge. In realta’ non si trattava di un vero campeggio aperto al pubblico, ma il suo gestore, di origine sudafricana, RUDY, si e’ dimostrato splendido con noi, permattendoci di trascorrere li’ la notte... senza volere alcun compenso! Gestisce un progetto di salvaguardia del rinoceronte, cosi’ alla fine, prima di salutarlo, ci e’ sembrato carino lasciare un’offerta alla sua associazione.

Venerdi’ 27 Dicembre
Il giorno seguente, abbiamo passato la mattina a scorazzare nei dintorni; per la precisione, siamo stati all’ interno della concessione del Palmwag Lodge, per entrare nella quale siamo prima passati a farci rilasciare il permesso dallo stesso lodge. Le strade sono leggermente sconnesse (nessun problema con un mezzo 4x4) e i panorami mozzafiato si dipingono in uno scenario intatto da mondo primordiale! Indichiamo soprattutto il canyon TWEE PALMS, con due solitarie palme molto pittoresche; il canyon VAN’ZILIS, regno dell’ elefante del deserto; ed infine il canyon di AUB con grossi blocchi di roccia caduti in fondo ad una profonda spaccatura, dove le acque verdi di 2 pozze donano una pennellata di colore al contesto rosso fuoco dei dintorni!

Canyon di AUB

Verso mezzogiorno, arriviamo a SESSFONTEIN (19°07’14”S 13°37’05”E), uno dei paesi piu’ grossi del territorio a cavallo fra Damaraland e Kaokoland. Si tratta per la verita’ di un polveroso avamposto dove poter fare ancora rifornimento di bevande, cibo e soprattutto, benzina. Superato questo punto, infatti, bisogna essere completamente autosufficienti dal momento che (fatta eccezione per un altro piccolo paese, OPUWO) non troveremo alcun modo di approviggionarci di alcun che’! Ma andiamo per gradi e torniamo brevemente a Sessfontein.

Bambini di SessfonteinBambini di SessfonteinCi fermiamo qui, all’ ombra di alcuni begli alberoni, a pranzare con pane e salamino (portato ovviamente dall’ Italia!); quasi subito si forma poco distante un gruppetto di bimbi neri (sono ancora DAMARA) che rimangono pero’ a debita distanza da noi. Si legge nei loro sguardi una grandissima voglia di venirci vicino, ma i loro genitori seguono da lontano i loro movimenti e li richiamano all’”ordine” non appena li vedono avvicinarsi!Al contrario di quanto accade normalmente nei Paesi del nord Africa, qui gli adulti insegnano ai propri figli il rispetto per i turisti, evitando in questo modo che finiscano a fare l’ elemosina per strada anziche’ cercare lavoro per vivere! In tutto cio’ si legge la grande dignita’ di un popolo che pure vive di pastorizia ed abita in misere capanne di legno! Ovviamente, alla fine i bimbi si sono avvicinati perche’ li abbiamo invitati noi.. e allora e’ iniziata una grande festa come solo i bimbi sono capaci di fare!!
Riprendiamo la strada e giungiamo verso sera a OPUWO (letteralmente: LA FINE!!18°03’66”S 13°49’85”E). Siamo finalmente entrati nel territorio detto KAOKOLAND, il piu’ selvaggio, incontaminato, primitivo angolo di mondo che abbiamo mai avuto modo di esplorare!
Ci sistemiamo nel campeggio KUNENE VILLAGE, alle porte del paese, e ceniamo in tenda con pane e formaggio.

 

Racconto tratto dal sito http://digilander.libero.it/antoniotaddia



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