arrowHome arrow Racconti di viaggi arrow Tailandia arrow THAILANDIA - Bangkok e le isole del Golfo di Siam (Ang thong, Ko Samui, Ko Pha Ngan) martedě, 07 ottobre 2008  
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THAILANDIA - Bangkok e le isole del Golfo di Siam (Ang thong, Ko Samui, Ko Pha Ngan) PDF Stampa E-mail
Scritto da Scritto da Taddy e Gloria   
Indice degli Articoli
THAILANDIA - Bangkok e le isole del Golfo di Siam (Ang thong, Ko Samui, Ko Pha Ngan)
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Dicembre 2004

Affezionati come siamo all' Africa ed al Mediterraneo, non conosciamo nulla dell' Asia. E' nata cosi' l' idea di un viaggio verso Levante ed in particolare verso la Thailandia, terra di templi, Buddha dorati e genti cordiali: la scelta e' caduta su questo paese per diversi motivi. Siamo viaggiatori "fai da te" che amano muoversi da soli e dunque per noi e' essenziale informarsi prima di programmare un viaggio se il paese scelto e' tranquillo: la Thailandia lo e', fatta eccezione per il profondo sud. E' meta ideale dei turisti che girano coi mezzi pubblici, molto organizzati, e col sacco a pelo sulle spalle: si puo' infatti campeggiare quasi ovunque sulle spiagge, dopo aver ovviamente chiesto il permesso agli eventuali proprietari di bungalow ! Le persone sono gentilissime e disponibili, i prezzi economici, il cibo buonissimo, il clima ottimale specie sulla costa occidentale. Inoltre... e' piena di isole ! Bene, e' tutto pronto: zaini in spalla ..... si sale sul volo diretto a Bangkok !

Sabato 25 Dicembre 2004
Atterriamo alle 16 ed usciamo subito dall' aeroporto: una lunga fila di persone disciplinatamente attende il proprio turno per salire su un taxi. Ce ne sono cosi' tanti di taxi, tutti colorati, rossi, blu e gialli, che molto presto arriva il nostro turno. Un' organizzazione perfetta ! Ci perdiamo subito nelle vie caotiche della capitale e corriamo come matti insieme ad altri mille matti su ponti, cavalcavie, viuzze. Enormi impalcature sostengono altrettanto enormi cartelloni pubblicitari; grandi palazzi e moltissime auto fuoristrada...... ma soprattutto una miriade di taxi, pullman e tuk tuk, le caratteristiche moto-taxi.
Alle 18 e 30 siamo davanti al nostro alberghetto, il Pra Arthit Mansion, con stanze pulite e dignitose. Il prezzo per due notti e' di 1700 bath, ovvero circa 35 euro. Un bagno caldo per lavar via le fatiche del lungo viaggio e siamo pronti per una prima visita del circondario.

Ci troviamo nel quartiere Banglamphu, a pochi passi dal grande fiume che attraversa Bangkok, il Chao Phraya. La scelta dell' albergo e' strategica: a piedi si raggiungono comodamente molti posti interessanti, primo fra tutti il Gran Palazzo Reale. La sera sta calando e con essa la luce del giorno; le strade sono affollatissime. Decine di uomini e donne vanno e vengono, inondando i marciapiedi, affollando i moli, cucinando e vendendo per la strada. Ovunque incrociamo sguardi tranquilli e sorrisi, e' piacevole stare fra la gente da queste parti ! Alcuni ci propongono le loro merci oppure ci domandano se vogliamo essere condotti in qualche posto, ma se noi diciamo di no ringraziando questi ci salutano chinando il capo ed unendo le mani e se ne vanno per la loro strada.... un vero miracolo per noi abituati all' intraprendenza a volte davvero pesante degli africani !!!
Passeggiamo senza una meta e ci troviamo cosi' ad attraversare un mercato notturno: sulle assi di legno delle bancarelle osserviamo strani frutti multiforme e multicolori, pesce fritto, pentoloni dove bollono zuppe liquide con pezzettini solidi che galleggiano allegramente. Odori tipici della cucina orientale si mischiano a strani odori mai sentiti. Bimbe infilano splendidi fiori di orchidea a formare delle collane. C'e' anche chi vende bigiotteria, occhiali da sole e vestiario.
Dopo aver vagato un po' la sete ci fa sedere ad un tavolino di uno dei tanti localini lungo la strada: beviamo una birra alla spina sorprendentemente fresca. Di fronte a noi ci sono le bianche mura che circondano il Gran Palazzo Reale: sopra di queste svettano le cime sapientemente illuminate dei monumenti, bellissime !
E' ora di cena e noi abbiamo scelto il Supatra River House, un bel ristorante che si raggiunge attraversando il fiume a bordo di una bella barca di legno: non abbiamo prenotato ma c'e' posto lo stesso.Danzatrice Ci sediamo ad un tavolino su di una grande terrazza che si affaccia direttamente sul fiume: una ragazza dalla bella voce diffonde nell' aria note di canzoni orientali ed occidentali. Molti camerieri si avvicendano attorno al nostro tavolo ed iniziano a portare piattini, ciotoline, vassoietti ... alla fine lasceremo molte cose perche' abbiamo, senza immaginarlo, esagerato con le ordinazioni ! Gli antipasti erano sublimi !! A meta' cena, poi, ci hanno chiesto se volevamo assistere ad uno spettacolo di danze e ci hanno fatto accomodare in un giardinetto. Quando le luci si sono spente, sono entrate due ragazze vestite con abiti semplici: avevano delle candele in mano e ruotavano i polsi tenendo sempre le candele perfettamente dritte ! Poi e' entrata una ragazza con un ricchissimo costume tipico thai, dal sorriso smagliante, raggiunta poco dopo da un ragazzo con un altrettanto ricco costume e con una maschera sul viso. Bravissimi ! La cosa che colpisce di piu' e' l' incredibile mobilita' dei polsi di queste danzatrici !! Molto belli e particolari gli strumenti utilizzati dai ragazzi accovacciati dietro il piccolo palco, che hanno suonato per tutta la durata dello spettacolo. Ultima danza: un combattimento con bastone e para-braccio ad opera di due atletici ragazzini. Durante la cena, ancora, ricordo con un tocco di nostalgia le barche dalle mille luci colorate che sfilavano lente sulle acque calme del Chao Phraya; una scena, questa, che ricordo immersa in un silenzio ed in una calma irrazionali, fuori dal normale.... forse per il contrasto grandissimo con le ore che abbiamo vissuto il giorno dopo.
Dopo aver nuovamente attraversato il fiume, ci incamminiamo verso il nostro alberghetto: la serata e' piacevolmente calda.

Racconto tratto dal sito http://digilander.libero.it/antoniotaddia


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