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TUNISIA - Magici Ksour e Deserto Bianco PDF Stampa E-mail
Scritto da Taddy e Gloria   
Indice degli Articoli
TUNISIA - Magici Ksour e Deserto Bianco
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Una settimana di vacanza, una destinazione vicina, voglia di un pizzico di avventura.... e di tanto caldo. In una parola: Tunisia!
La Tunisia e' un piccolo paese dell' Africa del nord, molto vicino all' Italia e ad essa legata non solo geograficamente bensi' anche storicamente. La visiteremo abbastanza in fretta perche' il tempo a nostra disposizione non e' molto, ma scopriremo cose fantastiche, vedremo posti incantevoli, respireremo atmosfere magiche! Uniremo storia, natura, deserto, montagne, popoli in un puzzle multicolore che ci rimarra' per sempre nel cuore!
Ci sposteremo con un' automobile a noleggio, una Uno, che ci portera' lungo piste incredibili. Seguiremo questo itinerario: Tunisi, Kairouan, Sbeitla, Tozeur, le oasi di montagna, Douz, Matmata, El Jem.

Martedi' 24 Aprile: Tunisi - Kairouan
Appena atterrati in terra africana il caldo ci accoglie in un abbraccio morbido: un magnifico modo per passare dall' inverno alla primavera! C'e' uno splendido sole e le persone dell' agenzia di noleggio Camel Tour dentro all' aereoporto sono molto cordiali. Prendiamo in breve possesso della nostra Uno e, infilate le chiavi nel quadro, diamo inizio alla nostra avventura tunisina!Grande Moschea di Kairouan
Usciamo dalla capitale ed imbocchiamo la strada asfaltata che si dirige decisamente verso sud. Nostra prima meta e' la citta' di Kairouan, la quarta citta' santa dell' Islam dopo Mecca, Medina e Gerusalemme. Appena vi giungiamo, l' insistenza per cui sono famosi un po' tutti i nordafricani ci da' il benvenuto! Riusciamo in tempi piuttosto brevi a trovare una sistemazione spartana presso l' hotel El Menema, dove molliamo gli zaini per partire liberi all' esplorazione della citta'.
La vita a Kairouan ruota naturalmente intorno alla sua medina, dove ci immergiamo ora, godendo della liberta' che dona il perdersi fra le mille viuzze e le mille botteghe. Dalla strada principale, molto rumorosa ed affollata, partono numerose stradine secondarie, dove regna invece un silenzio quasi irreale, fra colori tenui bianchi ed azzurri che ci ricordano tanto la Grecia! E' tutto bellissimo: i pavimenti decorati su cui camminiamo, le porte colorate su muri tirati a candida calce, le vetrine delle botteghe che espongono merci di ogni tipo.
Passo dopo passo arriviamo su una stradina che costeggia il monumento piu' importante: la Grande Moschea. Quando sbuchiamo sulla piazza la vediamo in tutta la sua grandezza: sembra piu' una fortezza, coi suoi muri alti e privi di decorazioni, con la sua forma essenziale.... ma l' impatto e' davvero notevole. Spicca soprattutto l' alto minareto, che vanta il primato del piu' vecchio minareto del mondo, essendo stato costruito nel lontano 728 d.C.
Dopo un buon te' caldo (in Africa e' la bevanda piu' comune ed e' molto dissetante) ci accorgiamo che sta calando la sera e cerchiamo dunque un ristorantino dove cenare. Ma le sorprese non finiscono qui: dopo cena assistiamo infatti ad uno spettacolo all' aperto di un gruppo di danza contemporanea tunisina, con una splendida ballerina che indossa una semplice sottoveste... e che ci fa dunque dimenticare momentaneamente di essere in un paese musulmano!

Mercoledi' 25 Aprile: Kairouan - Tozeur
Dopo una notte disturbata da frenate e clacson, ci alziamo di buon' ora e ci mettiamo subito in marcia. Ci dirigiamo sempre verso sud, lungo una strada per buona parte fiancheggiata da verdi ulivi. Arriviamo a Sbeitla alle 8 e, parcheggiata la Uno, ne visitiamo il sito archeologico: una meraviglia, assolutamente da non perdere! Le prime ore del mattino sono le migliori per la luce e per la solitudine che verra' rotta intorno alle 10 da interi pullman di turisti (soprattutto giapponesi!).
La citta' romano- bizantina ci sorprende per l' ottimo stato di conservazione di templi ed archi ed offre alcuni dei monumenti piu' belli che abbiamo mai visitato! Rispetto all' ingresso, sulla destra si trova lo spettacolare arco di Diocleziano, mentre sulla nostra sinistra si ergono numerose rovine che risplendono nella luce dorata del mattino. In posizione leggermente sopraelevata su di una magnifica piazza tutta lastricata, si ergono i tre templi affiancati di Giove, Giunone e Minerva. Osservarli da' una gioia immensa e noi stiamo diversi minuti ad ammirarli, cercando di immaginarci la vita frenetica delle persone che qui abitavano, secoli e secoli fa. Poco oltre si trovano altre meraviglie, fra cui un mosaico grande e perfetto, su cui ci dispiace camminare: e' senz' altro il clima secco di queste terre che ne ha reso possibile una conservazione davvero invidiabile!

SbeitlaSbeitla

Un labirinto di muretti, stanze, anfratti ci rapisce in un gioco che ci fa tornare bambini, mentre immaginiamo l' acqua zampillare da una fonte ben tenuta. Una strada lastricata si snoda fra terreni arsi e conduce alla sommita' settentrinale del sito, passando attraverso un altro arco, dedicato a Settimio Severo: da qui si vedono le rovine, attualmente non ancora sottoposte a scavi, dell' anfiteatro.
Un' altra cosa bellissima: i tunisini hanno trasformato i dintorni del sito in uno splendido giardino con migliaia di fiori di ogni colore...... insomma: non perdetevi Sbeitla per nessun motivo!!
Riprendiamo il viaggio e ben presto ci ritroviamo immersi in un animato, coloratissimo mercato: ora capiamo dove erano diretti i numerosi carretti trainati da somarelli che abbiamo incontrato questa mattina lungo la strada!Sened
Attraverso piccoli canyon scavati da fiumi vecchissimi e panorami molto varii, giungiamo a Sened Gare su di una bella pista che abbandona l' asfalto dopo 82 km.Qui domandiamo l' imbocco di una nuova pista che conduce a Sened e Sakket, due paesini berberi di montagna assolutamente lontani dal turismo.
La sterrata parte larga ed in pianura, poi si alza tranquilla fra splendidi pendii selvaggi e non incontriamo altri veicoli a motore.Ci conduce dopo 10 km a Sened, paesino millenario con uno splendido esempio di architettura berbera e di vita campestre e genuina. Appena fermiamo l' auto si avvicina a noi un' intera famiglia cordialissima ed affettuosa; la signora ci porta dentro una stanzina che profuma di paglia e ci mostra alcuni suoi lavori: cestini vegetali di ogni forma e dimensione. La rendiamo felice comprandone tre e scattiamo loro una bella foto. Poi notiamo sulla scarpata dietro al villaggio delle caverne e saliamo a visitarle: si tratta di vere e proprie abitazioni trogloditiche, segno che queste montagne sono davvero abitate da migliaia di anni! Entriamo ed usciamo da questi buchi scoprendo piccole mensole, rialzi, corridoi, scalette, archi tutti in pietra ed ancora una volta torniamo bambini: cosa avremmo dato per giocare in posti come questi!!
Le persone di Sened vengono ad abitare qui ancora oggi, quando le alte temperature estive fanno di questi buchi dei luoghi freschi e vivibili!
Da quassu' il panorama e' mozzafiato: si vede tutto il villaggio, il fiume che scorre sotto, le montagne che chiudono la valle: meraviglioso! Il silenzio e la solitudine regnano sovrani.Donne berbere a Sakket
Ripartiamo proseguendo sulla sterrata che lentamente ma inesorabilmente si trasforma in una pista piuttosto dissestata: ci rendiamo conto che sarebbe stato meglio affrontarla con un fuoristrada, ma decidiamo di andare avanti. La terra lascia il posto a pietre via via piu' grandi e la Uno arranca penosamente. La velocita' e' ridotta al minimo, ogni sasso viene superato con un abile gioco di frizione e freno e per fortuna siamo in discesa! Dopo altri 10 km, che risulteranno lunghissimi, vediamo in basso il secondo villaggio, Sakket. Ci sembra di riconoscere alcune persone che ci guardano e ridono...... e non hanno tutti i torti! Dobbiamo essere proprio buffi. Quando infine arriviamo ci sono due donne ad accoglierci: sono vestite di povere cose ed hanno i denti tutti malati, ma i loro sguardi ingenui e bellissimi esprimono una gran gioia di vedere qualcuno; ridono e ci danno la mano. E' difficile comunicare con loro poiche' parlano solo il berbero, ma l' esperienza sara' indimenticabile! Vogliamo sapere da loro se da qui in poi la pista migliora, ma come fare? Con dei gesti e dei disegni per terra, alla fine capiscono cosa chiediamo loro, scoppiano a ridere e ci dicono che si', la strada da qui e' piu' tranquilla e che arriva fino all' asfalto. Le salutiamo ed andiamo a verificare di persona.
In effetti le cose migliorano subito e la pista torna di terra: corre fra spettacolari gole chiuse da pareti di rocce stratificate dalle sfumature violacee, impossibili da scordare!
Sono le 4 quando mettiamo le ruote sull' asfalto; siamo stanchi ma felicissimi. Ci rilassiamo sorseggiando un buon te' verde in un locale lungo la strada e ci divertiamo pensando che saremo nei prossimi giorni al centro delle conversazioni delle persone incontrate oggi!
Vogliamo arrivare a Tozeur entro sera, cosi' attraversiamo una zona desertica di basse dune candide, punteggiate di bassi cespugli verdi. All' improvviso, si alza una tempesta di sabbia che ci fa rallentare fino a farci fermare e allora ne approfittiamo per osservare le folate bianche che corrono veloci parallele al terreno: molto scenografiche!
Proseguiamo coprendo i 90 km che ancora ci separano da Tozeur: ci troviamo in mezzo al Chott El Jerid, un vastissimo lago salato assolutamente bianco, che con le temperature alte si trasforma in un enorme acquitrino ma che ora e' compatto e cosparso di tante montagnette di sale candido. Peccato che non ci sia piu' tanta luce, perche' abbiamo letto che il lago assume colorazioni strane, molto belle a vedersi. La strada corre leggermente sopraelevata rispetto al lago. Ma avremo modo di parlarne meglio fra qualche giorno, quando lo attraverseremo per il lungo!!! Al momento stiamo entrando a Tozeur e le uniche luci rimaste sono quelle artificiali dei lampioni. Troviamo una stanza all' hotel Continental.


TozeurTozeur


Racconto tratto dal sito http://digilander.libero.it/antoniotaddia



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