Diffuso il 06.02.2009.
La Regione Autonoma del Tibet è stata riaperta agli stranieri il 25 giugno 2008. Si ricorda che per accedervi occorre ottenere, oltre al visto d’ingresso in Cina anche il permesso speciale rilasciato dall’Ufficio del Turismo di quella Regione Autonoma (per maggiori informazioni www.xzta.gov.cn). A coloro che intendano recarsi in Tibet, si raccomanda altresì di:
a) registrare i dati del viaggio su www.dovesiamonelmondo.it b) mantenere la massima prudenza durante il soggiorno, evitando in particolare di unirsi a eventuali manifestazioni di carattere politico/religioso; c) tenere sempre a portata di mano i contatti telefonici dell’Ambasciata d’Italia a Pechino (tel.            +8610-8... ; cellulare d’emergenza h. 17.00-9.00            +86 139... ) Si suggerisce a coloro che si recano in Cina di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare nel paese e gli eventuali spostamenti sul territorio sul sito: www.dovesiamonelmondo.it
Le Autorità sanitarie cinesi hanno comunicato che alcune confezioni di latte in polvere prodotte da ventidue aziende casearie cinesi, tra cui grandi gruppi quali Sanlu, Bright Dairy & Food, Yili Industrial Group e Mengniu Group, sono risultate contaminate da melammina (composto chimico che, inserito nei processi di lavorazione del latte, altera il livello del contenuto proteico. Se assunto dall’essere umano, può provocare insufficienza renale, ed in particolare l’insorgere di calcoli ai reni). Per maggiori informazioni, si veda la pagina informativa del sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità www.who.int/csr/media/faq/QAmelamine/en/index.html Tutti i prodotti contaminati sono stati ritirati dal mercato, mentre sono state fermate alla produzione di latte 66 fabbriche di settore. Secondo informazioni fornite dal Ministero della Sanità, capofila della materia della sicurezza alimentare, a seguito di stringenti controlli effettuati in tutto il Paese, il latte prodotto dopo il 14 settembre e’ sicuro. In ogni caso, a coloro che si recano in Cina insieme a neonati nutriti con latte in polvere, si consiglia di provvedere al fabbisogno necessario prima della partenza dall’Italia.
Il Ministero della Sanità cinese ha reso noto che a gennaio si sono verificati sei nuovi casi di infezione colpiti dal virus H5N1 dell’influenza aviaria di cui cinque mortali. Le vittime provenivano da: Pechino, Urumqi (Provincia Autonoma del Xinjiang), Jinan (provincia di Shandong), Huaihua (provincia di Hunan), Beilu (Provincia Autonoma del Guangxi). In tutti i casi vi sono prove o indizi che il contagio è derivato dal contatto diretto con volatili infetti. In Cina i casi umani colpiti da influenza aviaria finora registrati sono stati 38 (tra cui 25 decessi). Le Autorità locali seguitano ad adottare misure preventive e controlli contro il diffondersi dell'epidemia. Ai connazionali che intendano recarsi nel Paese si consiglia di consumare carne e uova di volatili solo se ben cotte e di evitare ogni forma di contatto diretto con volatili e pollame. Per ulteriori avvertenze si rinvia all'opuscolo "L'influenza aviaria: rischi, informazioni e misure preventive" riportato sull’home page di questo sito. Maggiori informazioni possono anche essere reperite presso la propria ASL o consultando il sito del Ministero della Salute (http://www.ministerosalute.it) o dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (http://www.who.int/csr/don).
Vedere voci Sicurezza e Sanità.
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