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Diffuso il 03.03.2009.
Alla luce dell’attentato del 22 febbraio, che ha causato la morte di una turista francese ed il ferimento di altre persone al Cairo nei pressi della Moschea di Al Hussein nel souk di Khan-el-Khalili, si raccomanda ai connazionali di adottare la massima prudenza e di evitare luoghi affollati aperti al pubblico e zone di manifestazioni o di assembramento.
In seguito del rapimento di cinque connazionali avvenuto nel settembre corso, si sconsigliano tassativamente viaggi nel deserto, nella regione tra il Gebel Al Uweynat ed il Gilf El Kebir, nel sud ovest del Paese, ai confini con la Libia e con il Sudan, dove evidentemente sono riusciti a penetrare gruppi di ribelli o di criminali comuni. In generale, per tutti i viaggi nel Paese, si raccomanda di affidarsi ad agenzie turistiche che diano garanzia di serietà ed esperienza.
A seguito degli attentati terroristici che hanno colpito il Paese tra il 2004 e il 2006, il Governo egiziano ha elevato le misure di sicurezza, erigendo anche una cintura di protezione intorno alle principali località balneari della regione. Ciò nonostante permane il rischio di atti terroristici in tutto il Paese che potrebbero coinvolgere in particolare le località turistiche del Sinai nonché l'area nord del Paese, compresa la zona di Alessandria e della costa mediterranea. Ulteriore cautela è inoltre suggerita al confine con la striscia di Gaza. Si segnala che il valico di Rafah è tuttora soggetto a periodiche chiusure da parte delle Autorità egiziane.
Vedere voce “Sicurezza”.
A tutela dell'incolumità personale, si raccomanda altresì di prestare la massima attenzione al comportamento proprio ed altrui sulle strade, soprattutto durante le ore notturne, adottando nella guida misure elevate di prudenza, superiori rispetto a quelle comunemente in uso in Italia. Si consiglia di verificare attentamente lo stato e la qualità delle attrezzature subacquee messe a disposizione dalle strutture turistiche.
Si consiglia, inoltre, di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare in Egitto sul sito: www.dovesiamonelmondo.it.
Il Ministero della Salute egiziano ha confermato un nuovo caso umano d’influenza aviaria registrato il 25 febbraio nel distretto di Yousef El Seddik (Governatorato di Fayoum). I precedenti casi si sono registrati rispettivamente nel Governatorato di Suez, a Shebin Elkom (Governatorato di Manofia) e nel governatorato di Menia. L’Egitto figura tra i paesi maggiormente colpiti dall’influenza aviaria (virus H5N1). l’ultimo decesso confermato dal Ministero della sanità locale il 15 dicembre scorso riguardava una donna del Governatorato di Assuit. I casi di persone colpite da influenza aviaria sono finora 56, di cui 23 decessi. Le Autorità sanitarie locali stanno tenendo sotto osservazione le persone che hanno avuto contatti con i malati e stanno adottando misure preventive e controlli contro il diffondersi dell’epidemia. Ai connazionali che intendano recarsi in Egitto si consiglia, a titolo cautelativo, di consumare carne e uova di volatili e pollame solo se ben cotte e di evitare ogni forma di contatto diretto con volatili e pollame vivi o morti. Per ulteriori avvertenze si rinvia all’opuscolo “L’influenza aviaria: rischi, informazioni e misure preventive” riportato sulla home page di questo sito. Maggiori informazioni si possono reperire presso la propria ASL o consultando i siti consultare i siti del Ministero della Salute (www.ministerosalute.it) o dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (www.who.int/don)
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